Iraq: Al Sadr chiede di respingere accordo sicurezza con Usa
18 Ottobre 2008
di Redazione
Il leader radicale sciita Moqtada Al Sadr ha chiesto al Parlamento iracheno di respingere l’accordo di sicurezza con gli Stati Uniti sullo status futuro delle forze americane in Iraq, intesa che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre prossimo quando scadrà l’attuale mandato dell’Onu.
Chiunque sostenga che l’accordo porrà fine "all’occupazione" o che "restituirà la sovranità" all’Iraq "è un bugiardo", ha affermato Al Sadr in un messaggio letto dal suo vice Abdul-Hadi al Mohammadawi nel corso di una manifestazione alla quale hanno partecipato migliaia di persone.
La "bozza finale" del testo dell’accordo è già stato esaminato dal presidente iracheno Jalal Talabani e dal premier Nouri al Maaliki; nel corso della settimana toccherà al Consiglio politico per la Sicurezza nazionale valutare il documento: oltre a Presidente e premier, dell’organismo fanno parte anche i due vicepresidenti, il presidente del Parlamento e i leader dei partiti politici; successivamente sarà la volta del Consiglio dei Ministri a valutare l’accordo, e in caso di approvazione questo approderà finalmente in Parlamento per la ratifica.
L’Accordo per lo status delle truppe (Sofa) avrebbe dovuto essere firmato già entro luglio, ma le parti non sono ancora riuscite a trovare un’intesa. Il mandato delle forze statunitensi in Iraq, in base al capitolo VII della Carta dell’Onu, scade il 31 dicembre del 2008: le questioni da risolvere rimangono quelle legate al calendario per il ritiro elle truppe, l’immunità dei militari e dei contractor e la gestione dei prigionieri iracheni.
In particolare, Baghdad obbietta alla possibilità di un’immunità per il personale militare e dei contractor che urta "la sovranità del Paese", come aveva sottolineato lo stesso presidente Talabani; da parte statunitense i timori sono quelli legati alle garanzie della sicurezza da parte delle forze di Baghdad, soprattutto dopo che le milizie sunnite dei "Consigli del Risveglio" sono state assorbite nei ranghi dell’esercito.
Stando alle indiscrezioni l’accordo prevede il ritiro dell truppe entro il 2012 a meno di richieste in contrario di Bgahdad; le città dovranno invece essere sgomberate entro giugno e le autorità irachene avranno una giurisdizione, seppur limitata, sui militari statunitensi che abbiano commesso reati trovandosi fuori dalle loro basi e non in servizio.
APCOM
