Riforma elettorale, appello congiunto FMC–Associazione Libertà Eguale: «Introdurre il ballottaggio nazionale»
30 Luglio 2026
di Redazione
Una lettera aperta ai Senatori e al Governo per l’adozione di un sistema a doppio turno sul modello dei comuni maggiori
La Fondazione Magna Carta e l’Associazione Libertà Eguale promuovono una lettera aperta a tutti i Senatori e al Governo per chiedere l’introduzione del ballottaggio nazionale nella legge elettorale. L’appello, sottoscritto da donne e uomini che hanno prestato il loro servizio nelle istituzioni e nell’impegno per la formazione delle nuove generazioni, muove dagli editoriali di Angelo Panebianco e Stefano Folli, pubblicati rispettivamente sul Corriere della Sera e su La Repubblica del 18 luglio.
I promotori ritengono utile adottare un sistema analogo a quello previsto nei comuni maggiori e a quello avanzato in varie sedi istituzionali, in particolare nell’ambito dei principali tentativi riformatori bipartisan.
Il modello proposto prevede il ballottaggio qualora nessuna coalizione abbia già ottenuto al primo turno la maggioranza assoluta dei seggi, con l’attribuzione di un premio nei limiti indicati dalla giurisprudenza costituzionale. L’obiettivo, sottolineano i firmatari, è scongiurare il rischio che una legge a turno unico consegni il Paese all’instabilità e a maggioranze fortuite e opportunistiche.
Nell’appello si osserva inoltre che gli andamenti elettorali e le previsioni demoscopiche indicano come il ballottaggio nazionale per le elezioni politiche non offrirebbe un vantaggio garantito a nessuna delle coalizioni e delle forze in campo.
Per queste ragioni i promotori chiedono ai Senatori di tutti i gruppi e al Governo di presentare emendamenti che prevedano tale soluzione, ritenuta ottimale per il sistema politico-istituzionale e comprensibile per i cittadini chiamati a scegliere, così da consentire un approfondito dibattito parlamentare su un tema cruciale.
Per aderire all’appello è possibile scrivere a [email protected] oppure a [email protected].
Sottoscrittori
Peppino Calderisi
Stefano Ceccanti
Francesco Clementi
Giovanni Guzzetta
Gennaro Barbuto
Anna Bucciarelli
Corrado Caruso
Lorenzo Castellani
Fabrizio Cicchitto
Mario Esposito
Carlo Fusaro
Maurizio Griffo
Nicola Latorre
Claudia Mancina
Enrico Morando
Tommaso Nannicini
Magda Negri
Ida Nicotra
Arturo Parisi
Claudio Petruccioli
Francesco Posteraro
Gaetano Quagliariello
Erminio Quartiani
Umberto Ranieri
Giorgio Tonini
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Roma, 30 luglio 2026
Lettera aperta a tutti i Senatori e al Governo
Noi, donne e uomini che hanno prestato il loro servizio nelle istituzioni e/o nell’impegno per la formazione delle nuove generazioni, condividiamo gli editoriali di Angelo Panebianco e di Stefano Folli pubblicati, rispettivamente sul Corriere della Sera e su La Repubblica del 18 luglio. Riteniamo utile introdurre il ballottaggio nazionale nella legge elettorale, adottando un sistema analogo a quello previsto nei comuni maggiori e a quello proposto in varie sedi istituzionali, in particolare nell’ambito dei maggiori tentativi riformatori bipartisan.
Un sistema semplice che consenta ai cittadini di scegliere una maggioranza di governo, evitando che si presentino al voto, in un unico turno elettorale, coalizioni troppo eterogenee, composte anche da formazioni estremiste di destra e di sinistra.
Un sistema che preveda il ballottaggio qualora nessuna coalizione abbia già ottenuto nel primo turno la maggioranza assoluta (dei seggi), con l’attribuzione di un premio nei limiti indicati dalla giurisprudenza costituzionale. Per evitare il rischio che una legge a turno unico consegni il paese all’instabilità e a zoppicanti maggioranze fortuite e opportunistiche sulla testa degli elettori.
Contrariamente a convinzioni spesso diffuse, gli andamenti elettorali e le previsioni demoscopiche indicano che il ballottaggio nazionale per le elezioni politiche non offrirebbe un vantaggio garantito a nessuna delle coalizioni e delle forze in campo.
Per questa ragione chiediamo ai Senatori di tutti i gruppi e al Governo di presentare emendamenti che prevedano questa soluzione ottimale per il nostro sistema politico-istituzionale e comprensibile per i cittadini chiamati a scegliere in modo da consentire un approfondito dibattito parlamentare su questo tema cruciale.
