Per la Banca D’italia la scuola e l’università sono inadeguate

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Per la Banca D’italia la scuola e l’università sono inadeguate

26 Ottobre 2008

È il monito della Banca d’Italia, secondo cui il capitale umano è un "motore della crescita di lungo periodo". Per la crescita infatti, ha affermato il vicedirettore generale di Bankitalia, Ignazio Visco, "la qualità del capitale umano è tanto importante quanto la sua quantità. Le principali indagini sui livelli di apprendimento nelle scuole italiane indicano chiaramente che questa è oggi una priorità per il nostro paese. Il miglioramento della qualità del capitale umano – ha aggiunto – richiede quindi interventi importanti sulla scuola e sull’università".

Pur senza scendere in dettagli – ha sottolineato Visco ieri in una lezione alla riunione annuale della Società italiana degli economisti a Perugia – vanno certo rivisti gli incentivi che guidano l’apprendimento come l’attività di insegnamento, va apprezzato e compensato il merito là dove si manifesta, è necessaria una migliore e più continua valutazione dei programmi, dei metodi e dei risultati, occorrono infrastrutture e ambienti scolastici adeguati e attraenti".

In Italia, ha spiegato, "il livello medio di istruzione della popolazione è ancora basso, in quantità e in qualità, e inferiore a quello di quasi tutte le economie avanzate (nel 2006, la quota di popolazione in età da lavoro con titolo d’istruzione universitaria era poco più del 13% circa metà della media Ocse; tra i più giovani il tasso sale al 17%, contro il 33% medio dei paesi sviluppati). Anche il rendimento dell’istruzione è relativamente basso nel confronto internazionale, pur se ancora apparentemente superiore a quello di investimenti alternativi". L’attenzione al capitale umano e ai processi della sua formazione – ha concluso il vicedirettore – è ancora più cruciale in un contesto di crescente immigrazione".