Nessun addio: Forza Italia entra nel Pdl e sarà il suo pilastro
22 Novembre 2008
Ore 16e30 di venerdì 21 novembre. Per acclamazione dei circa cinquecento delegati del consiglio nazionale Forza Italia confluisce all’interno del Popolo della Libertà. Tutti convinti, anche perché, questa tappa è la logica prosecuzione del cammino iniziato nel 1994. Il clima di ieri all’Auditorium di via della Conciliazione di Roma non era certo di festa, ma nemmeno funereo come qualcuno avrebbe pensato. Forza Italia non si scioglie, ma bensì confluisce nel Pdl e continuerà ad esserne il pilastro portante, parola di Silvio Berlusconi che della nuova creatura è, e sarà, l’indiscusso leader.
Il partito azzurro cessa il suo cammino nella politica italiana nel medesimo modo con il quale lo iniziò quattordici anni fa. Con quel discorso recitato nel gennaio del 94 e che i cinquecento delegati presenti ieri quasi ripetevano a memoria, nemmeno fosse una preghiera dei fedeli: “L’Italia è il paese che amo, qui ho le mie radici…”. Un intervento di dodici minuti appena, cosa strana per Silvio Berlusconi, che negli anni ci ha abituato a speach molto più lunghi, ma gli sono bastati per ufficializzare il tutto. Come mai il leader si è fermato così poco? sarà stata l’emozione o, come hanno malignato alcuni, il fatto che la sala non fosse gremita come piace al leader?
Dietrologie a parte, il dado è tratto, indietro non ti torna e in fondo tutti ne sono convinti. Anche quelli che ieri avevano ancora la spilletta di Forza Italia al bavero della giacca o come quelle giovani militanti con gli occhi lucidi nell’ascoltare Silvio. Rispetto ai giorni precedenti sappiamo però che il congresso fondativo si svolgerà a metà marzo, e non a febbraio come si era ipotizzato in precedenza, è stata poi confermata “l’operazione gazebo”, che prenderà il via nei due week end prima di Natale durante i quali gli italiani troveranno diecimila punti organizzati, sparsi per le piazze di tutta Italia. Serviranno per promuovere e rilanciare l’immagine del nuovo partito ed eleggere parte dei i seimila delegati che interverranno al congresso fondativo. Di questi milleottocento provenienti da An, 3500 da Forza Italia e settecento dai partiti minori. Per quanto riguarda gli azzurri, cinquecento saranno presenti per diritto, gli altri saranno scelti direttamente dagli elettori nelle due tornate di piazza, rispettivamente nei week end del 13-14 e il 20-21 dicembre. Gli elettori si troveranno davanti delle liste bloccate su base regionale e provinciale, rispetto alle elezioni politiche avranno maggiori potere di scelta, potendo votare l’intera lista di nomi o cancellare e aggiungere tre nomi a scelta.
Lavori in corso anche per quanto riguarda lo statuto che i tutti i partiti dovranno condividere e sottoscrivere a mnarzo. È lo stesso coordinatore nazionale di Fi Denis Verdini a renderlo noto: “ Per quanto riguarda lo statuto ci sono varie bozze e varie idee in lavorazione, dalle quali dovrà uscire il documento da presentare a marzo”. Il tempo non manca ma è bene lavorarci su. Come ampiamente scritto nei giorni precedenti, da un punto di vista burocratico, sciogliere An e Fi, non sarà una operazione di poco conto. Ci vuole tempo perché tante sono le dinamiche da affrontare, patrimoni immobiliari, contratti di affitto delle strutture e delle sedi regionali, la gestione di due casse differenti. Voci non ufficiali spiegano che proprio per questi motivi almeno fino al 2010, da un punto di vista logistico, ognuno rimarrà al suo posto, si vedrà in seguito se e come gli sposi andranno a vivere e lavorare sotto lo stesso tetto.Ma intanto da una decina di giorni circa Ignazio La Russa e i suoi uomini hanno cominciato a lavorare stabilmente a via dell’Umiltà occupandone alcune stanze. Un segnale chiaro che mette da parte le ultime e timide riserve, ed evidenzia come, congressi, statuti in fase di lavorazione e alchimie politiche a parte, il Popolo della Libertà, sia spedito verso la sua totale e matura nascita. Come ripetevano ieri tutti : indietro non si torna.
