Crisi, Cazzola: allentare Maastricht provoca solo illusione ottica
27 Novembre 2008
di Angela Sozio
Le proposte della Commissione Europea circa la possibilità di rendere più flessibili i parametri di Maastrich hanno provocato forti discussioni in tutta Europa sul modo di far fronte alla crisi finanziaria.
Le dichiarazioni congiunte del presidente francese Sarkozy e della cancelliera tedesca Merkel descrivono in maniera netta la più grande crisi bancaria internazionale degli ultimi settant’anni mostrando come la situazione economica nella maggior parte degli stati europei sarà una delle peggiori di quelle mai registrate negli ultimi decenni.
E in Italia? Il vicepresidente della commissione Lavoro della Camera Giuliano Cazzola ha giudicato positive le linee di condotta del governo italiano che ha messo in sicurezza il bilancio dello Stato per i prossimi tre anni. “Quanti si interrogano oggi sull’opportunità di ‘morire per Maastricht’ ricordano i loro nonni che, alla fine degli anni ’30 del secolo scorso non volevano ‘morire per Danzica’ e subirono – come ebbe a dire Winston Churchill – tanto la guerra quanto il disonore?”, si chiede Cazzola .
In una situazione come quella attuale dove si cerca in ogni modo di combattere la crisi , sarebbe sbagliato rinunciare a qualsiasi prospettiva di stabilità che, attraverso dei parametri più flessibili, rivedendo in parte e solo per un periodo il trattato di Maastrich, porterebbero di certo effetti positivi. Basta pensare che "il prossimo anno vengono a scadenza almeno 300 miliardi di titoli di Stato – fa notare nuovamente Cazzola – e se fossimo obbligati ad aumentare i tassi d’interesse allo scopo di convincere i sottoscrittori, le maggiori disponibilità di spesa corrente derivanti dai minori vincoli europei, finirebbero quasi tutte nelle tasche degli investitori , con la conclusione di aver perso tempo .
