Dall’attacco avvolgente ai razzi a frammentazione

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Dall’attacco avvolgente ai razzi a frammentazione

10 Gennaio 2009

Si fa un gran parlare, negli ambienti specializzati, di “rivoluzione negli affari militari”. Ma è vera rivoluzione? O non si tratta, piuttosto, di una lenta evoluzione? Prima di rispondere a questa non semplice domanda è d’obbligo una lunga carrellata attraverso i secoli, ma un solo articolo non basterà: ce ne vorranno tre, e scopriremo cose interessanti, rendendoci conto del fatto che certi sistemi d’arma “moderni” in realtà sono molto più antichi di quanto non possa sembrare.

La prima battaglia ricordata dalla storia militare è quella di Megiddo, combattuta nel 1469 avanti Cristo. Il faraone d’Egitto Tutmosis III affrontò le tribù ribelli di Palestina e Siria, comandate dal re Kadesh, a nord del monte Carmelo; il faraone predispose l’esercito a semicerchio e mentre l’ala sud attaccava il nemico, lui lo avvolse con l’ala nord e lo mise in fuga. Tutmosis non lo sapeva, ma aveva adottato per la prima volta la tecnica dell’attacco avvolgente, ben 3.478 anni fa. Da allora in poi fu tutto un susseguirsi di “prime volte”. Ad esempio nell’assedio di Kii-Fang-Fu, nel 1232 a.C., i fuochi d’artificio vennero usati da parte dei Cinesi assediati contro i Mongoli che accerchiavano la città. Qualche anno più tardi, durante la cosiddetta guerra della Triade, nel 1193 a.C., fu impiegata per la prima volta la falange oplitica, un rettangolo di 256 uomini di fronte per 16 di profondità.

Alcuni secoli dopo, la guerra del Peloponneso fra Sparta e Atene del 431-404 a.C (conflitto in cui si fronteggiarono la lega peloponnesiaca e la lega delio-attica) ci riserva alcune interessanti primizie: per la prima volta vennero impiegati i sommozzatori e gli arditi-incursori, che si immergevano per segare le palafitte che proteggevano gli ormeggi delle navi siracusane e per produrre falle nelle chiglie delle navi nemiche. Inoltre, per la prima volta vennero usati i gas soffocanti: nel 424 gli Ateniesi assediati a Delfo dai Beoti vennero investiti da fumo irrespirabile e furono costretti a capitolare.

E arriviamo all’assedio di Tiro (325 a.C.): qui viene impiegato per la prima volta nientemeno che il sottomarino. Alessandro Magno in persona, dopo un incontro “tecnico” con Aristotele, fa costruire una campana sottomarina in legno con le finestre in vetro in modo tale da poter esplorare i fondali marini. Evidentemente il condottiero vi si trovò bene perché, secondo le cronache, l’esperimento durò dalle 10 del mattino fino a notte inoltrata.

Anche le guerre puniche (264-146 a.C.) hanno il loro lato innovatore, dato che vi vengono impiegati i Marines: la quinquereme romana, infatti, ha un equipaggio di 300 marinai e 120 legionari in qualità di “fanti di marina”. Tanto per restare sul mare, nel 68 a.C. Roma è impegnata contro i pirati nel Mediterraneo: è proprio qui che si può parlare per la prima volta di guerra al terrorismo. Dopo l’incendio del porto di Ostia e di alcune navi ivi attraccate e il rapimento di due senatori da parte dei pirati, si scatena la repressione romana giustificata dalla Lex Gabinia.

Siamo sempre nella Roma antica: nella guerra civile fra Cesare e Pompeo (45 a.C.) per la prima volta un trionfo viene celebrato (da Cesare) per una vittoria contro altri Romani, suscitando grave scandalo. Pochi anni più tardi, Roma è impegnata contro i Parti (39 a.C.) e un trionfo viene celebrato (stavolta da Antonio) fuori Roma, e precisamente ad Alessandria, suscitando un altro grave scandalo.

Durante il medioevo i Tartari compirono atti di guerra biologica catapultando cadaveri infetti da peste bubbonica oltre le mura della città di Kaffa per vincere la resistenza della popolazione. Ma non furono i primi a farlo: si hanno testimonianze di alcuni atti di guerra biologica che risalgono all’epoca dell’Impero romano. I legionari romani, per diffondere malattie fra i nemici, buttavano carcasse di animali in putrefazione nei corsi d’acqua, in modo da inquinare quella che raggiungeva le città sotto assedio.

Ai tempi delle Crociate per la prima volta si parla di “controllo degli armamenti”. Infatti nella prima Crociata (1096) la balestra viene utilizzata, ma nelle successive viene bandita, perché il Concilio Laterano la proibisce, ritenendola un’arma troppo micidiale. Inoltre, per la prima volta vengono usati i piccioni viaggiatori, nell’assedio di San Giovanni d’Acri fra il 1189 e il 1191.

Passando alle primizie curiose, nella cosiddetta guerra di Ciney, località nell’odierno Belgio, una furiosa guerra scoppia nel 1275 a causa del furto di una mucca: le ostilità durano due anni e causano ben 15.000 morti.

Nel 1339 ecco apparire un’arma nuova: Edoardo III d’Inghilterra usa per la prima volta il “ribadocchino”, un insieme di canne sovrapposte con i foconi in fila che costituisce l’antenato della mitragliatrice. Nella battaglia di Ravenna (11 aprile 1512) per la prima volta viene impiegata a massa, con spietata efficacia, l’artiglieria campale, e il risultato è devastante: 20.000 morti.

Un secolo più tardi scoppia la guerra gradiscana fra Asburgici e Veneziani (1615-1618): qui per la prima volta vengono impiegate le “bombe granate”, proiettili costituiti da contenitori riempiti di palle metalliche come le melegrane, antenate dello shrapnel. Inoltre, vengono usati i primi posti di medicazione.

Passa un secolo e mezzo e giunge la guerra di indipendenza americana del 1776. Qui viene usato un sistema nuovo: il sottomarino armato contro navi di superficie. E’ l’“American Turtle” ideata da un certo Fulton, con un solo uomo di equipaggio, propulsa da eliche a pedali e armata con una bomba a orologeria.

Fra il XVIII e il XIX secolo scoppiano le guerre napoleoniche ed ecco arrivare i primi palloni frenati: nel 1792 i Francesi ne impiegano un paio per osservare i movimenti delle truppe austro-prussiane. Nel bombardamento di Copenaghen (1807) fa la sua comparsa il razzo, quello ideato da William Congreve, e Copenaghen viene quasi completamente distrutta dal lancio di 25.000 di questi ordigni, antenati dei tristemente famosi odierni “Kassam”. Il razzo si diffonde presto, tant’è vero che in Inghilterra viene fondata un’apposita unità militare per gestirli, il Rocket Corps.

Passano pochi anni e nella guerra anglo-americana del 1812-1815 quest’arma si evolve: viene impiegato il razzo a frammentazione, antenato della Katiuscia, un connubio fra il razzo di Congreve e la granata del tenente Henry Shrapnel (inventata nel 1784 e adottata dalla Royal Artillery nel 1803) nell’assedio del forte McHenry in America, occasione in cui nacque l’inno americano. L’inno infatti ci parla di “rockets’ red glare”, il bagliore rossastro dei razzi e descrive questa scena: “le scie rosse dei razzi, le bombe che scoppiavano in aria sul forte, ma la nostra bandiera, con le sue larghe strisce e le sue brillanti stelle, era ancora al suo posto!” Perché le bombe scoppiavano in aria? Perché quel razzo era progettato per scoppiare a 30 metri d’altezza sopra le teste del nemico, lanciando verso il basso una quantità di micidiali frammenti metallici. Si può immaginare l’effetto devastante di un simile ordigno in un’epoca in cui la medicina era precaria, la sanità campale non esisteva e la Croce Rossa non era stata ancora inventata. Bastavano lievi ferite malcurate per morire di cancrena dopo lunghe agonie, come lo stesso Goffredo Mameli (a proposito di inni nazionali!) sperimenterà a sue spese combattendo a Roma nel 1849.

La guerra franco-prussiana del 1813-1815 fu la prima guerra a scopo ignoto. I Tedeschi non sanno ancora oggi se si è trattato di una guerra di liberazione o di indipendenza. Secondo la concezione monarchico-prussiana era stata l’indipendenza dal giogo straniero e secondo i pensatori liberali e democratici era stata una guerra di liberazione per ottenere le stesse conquiste già ottenute con la rivoluzione dai loro stessi nemici, i Francesi.

Per ora fermiamoci qui. Nel prossimo articolo continueremo la panoramica esaminando il periodo dalla guerra di Crimea fino alla guerra di Spagna.