Il Papa in Campidoglio parla di immigrazione e violenza
09 Marzo 2009
di Redazione
"E’ un momento storico", ha affermato il sindaco di Roma Alemanno. Questa mattina Papa Benedetto XVI ha fatto visita al Campidoglio dove è stato accolto, ai piedi della scala di Sisto IV, da Gianni Alemanno, affiancato dalla moglie Isabella Rauti.
Il Santo Padre e il primo cittadino di Roma sono saliti nello studio del primo cittadino di Roma. Dopo aver firmato il "Libro d’oro" degli ospiti nella Sala delle Bandiere, il Pontefice si è affacciato al balconcino dello studio privato del sindaco, dove è rimasto alcuni minuti, per ammirare la vista sui Fori imperiali.
Nella sala dell’Arazzo, Benedetto XVI, salutando i politici, gli assessori e i funzionari del Comune di Roma, ha donato a ciascuno di loro una copia numerata del Compendio della dottrina sociale della Chiesa.
"Per tutti noi oggi è una giornata storica". Ha esordito così il sindaco Alemanno prendendo la parola in aula Giulio Cesare nel corso della seduta straordinaria del consiglio comunale alla presenza del papa. Alemanno ha ricordato le parole pronunciate dal precedente pontefice Giovanni Paolo II durante la sua visita in Campidoglio avvenuta 11 anni fa. In particolare, ha fatto riferimento alla questo passaggio: "Qui si ritrovano la Roma civile e la Roma cristiana, non contrapposte, non alternative, ma unite insieme nel rispetto delle differenti competenze, dalla passione per questa città e dal desiderio di renderne esemplare il volto per il mondo intero". Alemanno si è, poi, rivolto a Benedetto XVI "come primo cittadino di una città operosa, che si trova ad affrontare gli effetti di una crisi economica globale, le sfide faticose dell’integrazione, il bisogno di sicurezza e di legalità, la ricerca di un’identità profonda e al tempo stesso proiettata verso il futuro". Secondo il primo cittadino di Roma, "la risposta autentica ai problemi che siamo chiamati ad affrontare è quella di riconoscere le nostre vere radici culturali e spirituali, la nostra memoria storica di romani, figli di una città universale".
Benedetto XVI, nel suo discorso alla giunta capitolina in Campidoglio, ha espresso la speranza che "Roma continui ad essere faro di vita e di libertà, di civiltà morale e di sviluppo sostenibile, promosso nel rispetto di ogni essere umano e della sua fede religiosa".
Ricordando che Roma ha ormai "il volto di una metropoli multietnica e multireligiosa nella quale l’integrazione è talvolta faticosa e complessa", il Santo Padre ha auspicato che, di fronte al grande afflusso di immigrati e lavoratori stranieri, la città "saprà trovare la forza per esigere da tutti il rispetto delle regole della convivenza civile e respingere ogni forma di intolleranza e discriminazione". Benedetto XVI ha ricordato come la crisi economica stia colpendo Roma, in termini di disoccupazione e di difficoltà delle famiglie a pagare gli affitti e i mutui, ed ha esortato ad uno sforzo collettivo per aiutare i poveri.
"Tutti – ha detto parlando al consiglio comunale – si facciano nuovamente carico delle esigenze dei più disagiati, sentendosi partecipi di un’unica famiglia".
