Testamento biologico. D’Agostino: “Ddl è un buon punto di partenza”

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Testamento biologico. D’Agostino: “Ddl è un buon punto di partenza”

17 Febbraio 2009

Francesco D’Agostino, il presidente dei Giuristi cattolici, giudica positivamente il disegno di legge sul Testamento biologico: "Un buon punto di partenza perchè da un lato ribadisce l’indisponibilità della vita e, dall’altro, stabilisce che le direttive anticipate debbano avere per oggetto trattamenti terapeutici, non scelte di vita o di morte. Il rifiuto delle terapie non va infatti mai confuso con una richiesta di eutanasia passiva".

Oggi il disegno di legge riprende il suo cammino, esaminato dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato. D’Agostino ammette che il testo in discussione "dovrà subire alcune modifiche", ma sembra preoccupato dal clima politico che si registra intorno alla questione: "sentir parlare di ‘legge truffa’ o di di un referendum abrogativo in caso di approvazione della legge fa comprendere l’inasprimento delle posizioni e sembra voler chiudere un dialogo invece indispensabile".

D’Agostino ha fatto indirettamente riferimento alle posizioni di Stefano Rodotà e del senatore del Pd Ignazio Marino. "In questo momento – ha osservato il giurista cattolico – il dibattito ideologico più acceso è sul principio di autodeterminazione che viene riconosciuto dal ddl, ma non fino al punto di vincolare il medico a praticare interventi che a suo giudizio andrebbero contro il bene del malato. Dall’altra parte si sostiene invece che non vincolando il medico si trufferebbe il malato, promettendogli il riconoscimento di un diritto all’autodeterminazione ma, nella sostanza, sottraendoglielo".