Influenza suina. Fazio: “Quarantena di 7 giorni per chi arriva dal Messico”

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Influenza suina. Fazio: “Quarantena di 7 giorni per chi arriva dal Messico”

30 Aprile 2009

In Europa salgono a 19 i casi confermati di influenza suina. A confermare il dato è stata la stessa Commissione europea che, in base alle informazioni ricevute fino ad oggi dai paesi membri, riferisce di 10 casi in Spagna, 5 in Gran Bretagna, 3 in Germania e 1 in Austria. "Tutti questi casi hanno alle spalle un viaggio in Messico, tranne un caso spagnolo in cui la trasmissione è avvenuta all’interno della famiglia" si legge in una nota. Il Centro europeo di controllo e monitoraggio "continua a monitorare da vicino la situazione", spiega ancora Bruxelles ricordando che l’Organizzazione mondiale della Sanità ieri ha elevato il livello di allerta portandolo da 4 a 5.

Di fronte alla gravità della situazione la Francia ha proposto ai ministri della Salute dell’Unione europea, riuniti a Lussemburgo per un vertice straordinario sull’influenza suina, il "divieto dei viaggi verso il Messico che è la zona più importante per l’epidemia". Il ministro della Salute francese Roselyne Bachelot ha spiegato che vietare dei voli provenienti dal Messico potrebbe avere un effetto controproducente "perché complicherebbe l’individuazione delle persone a rischio". La maggioranza dei governi europei però ha scartato a maggioranza per il momento di sospendere i voli aerei per il Messico. Per il presidente americano Obama chiudere la frontiera tra Usa e Messico a causa della febbre suina sarebbe come "chiudere la stalla quando i buoi sono scappati".  Obama ha quindi spiegato di aver consultato gli esperti della sanità "in maniera approfondita" e che nessuno ha suggerito una simile misura di prevenzione. Dopo la morte del bimbo messicano in Texas, il presidente ha poi ribadito che sono almeno 91 i casi confermati ufficialmente negli Usa e che la malattia è "causa di profonda preoccupazione, ma non di panico".

Intanto, le autorità sanitarie francesi anticipano che un primo caso di influenza da suini sarà "molto probabilmente" confermato nelle prossime ore. Una bambina di 9 anni, rientrata da un viaggio in Messico, è stata ricoverata d’urgenza a Parigi dopo un malore, secondo quanto reso noto dalla sua scuola. La piccola Emma, che frequenta una scuola elementare del 18/o arrondissement (quello di Montmartre), si è sentita male ieri ed è stata subito ricoverata in ospedale per valutare l’eventuale presenza nel suo sangue del virus H1N1. Un’equipe di medici ha accolto i suoi compagni di scuola e i genitori all’entrata di scuola, ma per il momento non è stato deciso alcun provvedimento di chiusura dell’istituto in attesa dei primi risultati che si conosceranno in giornata. Altri due casi sono sotto osservazione: si tratta di un uomo di una trentina d’anni, rientrato il 24 aprile da un viaggio nella regione messicana dello Yucatan e a Città del Messico, e di una studentessa di 20 anni anche lei rientrata dal Messico il 26 aprile.

Sul versante italiano, il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio ha oggi invitato "i cittadini che rientrano dal Messico a rimanere a casa per sette giorni a partire dalla data di rientro in Italia". Lo ha dichiarato in una nota diffusa a Lussemburgo. "In relazione all’epidemia della nuova influenza umana A/H1N1, attualmente in corso e originaria in Messico, – ha detto Ferruccio dal Lussemburgo – questo virus sembra avere le caratteristiche di una elevata trasmissibilità anche se il relativo decorso clinico sembra essere piuttosto benigno, con sintomi non più gravi di una normale influenza stagionale". "A causa però dell’elevata trasmissibilità e dell’assenza di immunità da parte della popolazione – continua la nota – si invitano con effetto immediato tutti i cittadini che rientrano dal Messico e che lavorano in ambienti chiusi e a contatto con la collettività, con particolare riguardo alle popolazioni scolastiche, di rimanere a casa per sette giorni a partire dalla data di rientro dal Messico". "Qualora in tale periodo dovesse manifestarsi in tali soggetti una sintomatologia febbrile – si conclude nella nota diffusa a Lussemburgo – contattare telefonicamente il medico curante o la struttura sanitaria preventiva della Asl, per ricevere istruzioni sul da farsi".

Dal Messico giunge poi la conferma che l’emergenza sanitaria a causa dell’influenza da suini "potrebbe durare anche tre mesi". E’ quanto ha resto noto il governo, per il quale l’impatto della crisi sull’economia provocherà un calo pari allo 0,5% nel Pil. A indicare che la situazione di emergenza potrebbe andare avanti ancora per tre mesi è stato il ministro delle Finanze, Agustin Carstens, sulla base di stime fatte dal governo, indicazioni che hanno tenuto conto dell’epidemia della Sars in Asia. Nonostante Carstens abbia ribadito che la situazione "tende a stabilizzarsi", il sindaco di Città del Messico, Marcelo Ebrard, tende a essere più cauto e ha sottolineato che "non ci sono dati che indichino una crescita esponenziale nel numero dei contagi".

Nel frattempo un sondaggio pubblicato oggi sul quotidiano ReformaQuasi svela che la metà degli abitanti di Città del Messico, l’area del Paese più colpita dall’influenza da suini, ha paura del contagio dal virus. Il 49% degli abitanti della capitale ha risposto che ha "molto" o "un po’ " di timore di rimanere contagiato dall’influenza. Il 50% ha invece risposto di "non" avere paura, o di averne "poca". Secondo un altro sondaggio, pubblicato dal giornale Milenio, il 44% dei messicani ritiene che il governo "non stia dicendo la verità" sulla reale gravità del problema, mentre il 30% considera che la situazione "è peggiore di quanto ci dicono". Il 44% ritiene inoltre che l’epidemia "peggiorerà, ma non molto", mentre il 41% che "il peggio sia passato", e che quindi la situazione "non peggiorerà". Il 62% degli intervistati ha infine affermato "di aver rispettato le misure di sicurezza anti-virus".