Sovraffollamento nelle carceri dell’Emilia Romagna
08 Aprile 2009
di Angela Sozio
Sovraffollamento nei carceri dell’Emilia Romagna.
Allarme rosso per i carceri della regione Emilia Romagna.
In una lettera inviata al ministro Angelino Alfano il presidente dell’Emilia Romagna, Vasco Errani, lancia l’allarme chiedendo un intervento immediato per risolvere il problema del sovraffollamento in cui versano gli istituti penitenziari della regione.
La richiesta è partita immediatamente dopo la riunione della Commissione regionale per l’area dell’esecuzione penale adulti.
Rispetto alla capienza regolamentare nelle carceri della regione emiliana ci sono 2.049 detenuti in più e circa 644 agenti di polizia penitenziaria in meno .
L’indice di sovraffollamento supera in base ad una statistica il 180% contro il dato nazionale del 140%. L’obiettivo del “piano carceri” varato dal Governo, spiega il presidente, “è quello di portare i posti regolamentari a livello nazionale, a 60mila.
La soluzione al problema sarebbe costituita dalla possibile costruzione di nuove carceri, tuttavia non ci sarebbero i tempi tecnici tali da permettere la risoluzione immediata al problema sovraffollamento.
Nella lettera Errani ricorda come la Regione abbia confermato il proprio impegno, rafforzato dalla legge regionale di tutela delle persone che si trovano negli istituti penitenziari, intervenendo con azioni specifiche.
Per quanto riguarda invece il “problema” tutela della salute, la Regione sta attuando quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’1 aprile 2008 (che ha sancito in maniera definitiva il passaggio delle funzioni di assistenza sanitaria in carcere dal ministero della Giustizia a quello della Salute).
Il già ricordato sovraffollamento rende preoccupanti le condizioni igienico-sanitarie e crea dei grossi rischi dal punto di vista infettivo, soprattutto in previsione della stagione estiva ormai quasi alle porte, mentre la carenza di personale con finalità di custodia e di trattamento rende inapplicabili le misure di alleggerimento del regime carcerario.
Secondo Errani esiste infine un grave ritardo da parte dell’Amministrazione penitenziaria sugli adeguamenti alla normativa nazionale sulla sicurezza. A questo proposito infatti il piano carceri non è stato minimamente condiviso con le Regioni per quanto riguarda gli aspetti di sanità pubblica, con il rischio che a cose fatte ci si trovi di fronte a problemi di non agibilità o di inefficienza.
Di fronte alla gravità della situazione, che rende sempre più difficile l’opera di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti, il presidente Errani chiede un intervento immediato a tutela della garanzia dei diritti delle persone che si trovano nelle nostre carceri, dei minorenni in carico alla giustizia minorile e del personale che vi opera in situazioni di minoranza.
I numeri citati da presidente Errani nella lettera risalgono a meno di un mese fa, e precisamente al 22 marzo 2009 data in cui nelle carceri dell’Emilia-Romagna sono presenti 4.323 detenuti,di cui 145 donne.
Per i 4.323 detenuti sono presenti 26 educatori e le ore mensili degli psicologi ammontano a 389. Circa il 30% dei detenuti è affetto da dipendenze patologiche; c’è un forte aumento della richiesta di interventi specialistici di tipo psichiatrico e psicologico.
Nell’Istituto penale di Bologna, invece, la situazione dell’area minorile appare preoccupante in misura preoccupante in quanto i lavori di ristrutturazione e di ampliamento sono terminati recentemente e sarebbe necessario assumere circa 41 agenti in più per il corretto funzionamento di uno solo dei piani dell’edificio.
All’Ussm (Ufficio di servizio sociale per minorenni) nei primi tre mesi del 2009, sono state presentate dalla procura minorile oltre 950 richieste per indagini socio-familiare.
Attualmente l’Ussm può contare solo su 8 assistenti sociali operativi per tutto il territorio regionale, mentre l’organico previsto sarebbe di 13 assistenti sociali compreso il direttore.
