Berlusconi: consiglio dei ministri a l’Aquila. Franceschini: “Vigileremo”

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Berlusconi: consiglio dei ministri a l’Aquila. Franceschini: “Vigileremo”

13 Aprile 2009

Il prossimo consiglio dei ministri si terrà all’Aquila per approvare il prima possibile il piano della ricostruzione e gli aiuti per la popolazione. “Non vogliamo ricadere negli errori del passato – ha detto Silvio Berlusconi – toglieremo le persone dalle tende e dovremo assicurargli delle condizioni di vivibilità”.

Il premier ha stimato in due mesi il tempo necessario a completare l’inventario degli edifici presenti nelle zone colpite dal sisma. La ricostruzione sarà affidata alle singole province. Il piano presentato dal governo dovrebbe contenere norme antisismiche più dure, un forte bonus per artigiani, commercianti e liberi professionisti (si parla di un sostegno di 800 euro al mese), la proroga delle indennità di disoccupazione, di accordi tra la Regione e lo stato centrale per gli ammortizzatori sociali. 

Il presidente della Camera Fini, che ieri ha visitato l’ospedale da campo dell’Aquila, ha avvertito che i tempi della ricostruzione saranno lunghi, soprattutto per quanto riguarda il centro storico della città. La magistratura dovrà fare luce sulle eventuali responsabilità legate al crollo degli edifici. L’inchiesta giudiziaria deve scontrarsi con la situazione materiale in cui si trovano a lavorare i giudici della procura dell’Aquila.

Il procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, si dice comunque fiducioso: “I tempi non saranno necessariamente lunghi. Ci sentiamo in dovere di dare risposte, soprattutto a chi ha perso i propri cari o ha subito gravi danni dal disastro”. La priorità del pool di esperti appena costituito dalla procura è fare luce sul crollo degli edifici pubblici: i costruttori hanno rispettato le norme antisismiche? Che materiali sono stati usati? Quando è avvenuto l’ultimo collaudo se mai è avvenuto? I capi d’accusa sono “disastro colposo” e “omicidio colposo plurimo”.

La procura dell’Aquila lancia anche l’allarme su possibili infiltrazioni mafiose e camorriste nei prossimi bandi e appalti per la ricostruzione. L’Abruzzo non ha mai conosciuto una criminalità endemica come altre regioni del mezzogiorno ma secondo la DIA i boss farebbero già affari con i rifiuti nella regione e il riciclaggio di denaro sporco.

Al lavoro i ministri Tremonti e Brunetta. Il primo ha proposto di destinare le entrate del “5 per mille” a favore delle popolazioni colpite dall’Abruzzo. L’idea ha scatenato la reazione del presidente del Coordinamento dei centri per il volontariato, Marco Granelli, convinto che “Tremonti toglierà soldi ad attività di assistenza svolte dal non profit, per l’assistenza agli anziani, ai disabili e ai tossicodipendenti. Mi sembra un intervento inopportuno”. Granelli dice di avere a cuore gli abruzzesi e che le associazioni da lui rappresentate hanno partecipato ai soccorsi dopo il terremoto. Chiede risorse aggiuntive al governo, “senza pescare nel fondo di altre emergenze sociali”. 

Secondo la deputata del Pd Linda Lanzillotta l’idea di devolvere il “5 per mille” metterà in ginocchio l’associazionismo e il volontariato. La Lanzillotta rintuzza anche la proposta di Giuliano Amato che aveva proposto una nuova tassa per finanziare la ricostruzione: “Prima di imporre nuove tasse a cittadini e imprese che si trovano in difficoltà – è il ragionamento della deputata – colpiamo gli sprechi veri”, chiedendo ai manager che accumulano guadagni “imbarazzanti” di fare la loro parte, insieme alle amministrazioni pubbliche che dovrebbero “operare un taglio dell’1 per cento delle loro spese di consulenze e di acquisto di beni e servizi”. L’esponente del Pd ritiene che si potrebbero mettere insieme 3 miliardi di euro senza nuove tasse.

Il capo dell’opposizione, Dario Franceschini, si dice pronto a collaborare: “Di fronte al dolore e alla sofferenza siamo pronti a collaborare in Parlamento sulle misure per affrontare la fase della ricostruzione che sarà lunga e difficile. Andremo in Abruzzo ogni giorno per controllare e vigilare, anche quando saranno spenti i riflettori, paese per paese, tendopoli per tendopoli”.  

Il ministro Brunetta chiede che venga introdotta anche in Italia una assicurazione contro le calamità naturali, i terremoti, le inondazioni e le frane. Servirebbe a responsabilizzare sia le amministrazioni pubbliche sia i cittadini che in Italia molto spesso sono disposti a pagare migliaia di euro agli architetti, agli ingegneri e ai geometri incaricati di costruire gli edifici, lasciando solo qualche spicciolo ai rilievi dei geologi. 

Per il senatore del Pdl Lucio Malan si può finanziare la ricostruzione in Abruzzo abolendo il doppio turno alle elezioni amministrative e rinviando il referendum. Malan stima in circa 80 milioni di euro per il 2009 e altri 360 milioni per i prossimi 15 anni la cifra che lo stato otterrebbe accettando questa proposta e destinandola alla ricostruzione dell’Abruzzo. Un’altra idea nell’agenda del governo è usare i soldi che lo stato incasserà con lo scudo fiscale per i capitali che rientrano dai paradisi fiscali condannati dall’ultimo G20. “Avrebbe un bel significato etico”, secondo Brunetta. Oppure toccherà ai proventi dei giochi dei monopoli di stato.

Secondo un sondaggio di SkyTg24, infine, il 73 per cento degli italiani non è d’accordo con la proposta di stabilire una tassa ad hoc per la ricostruzione in Abruzzo.