Carceri. Sappe: “In un anno aumento di 10mila unità”

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Carceri. Sappe: “In un anno aumento di 10mila unità”

12 Maggio 2009

In un anno i detenuti sono aumentati di quasi 10mila unità ed oggi sono arrivati a quota 62mila distribuiti nei 206 penitenziari italiani. A lanciare l’ennesimo allarme sul sovraffollamento carceri è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) che, in una nota, pone l’accento su "l’elevato numero di aggressioni di detenuti ai danni degli agenti di Polizia penitenziaria, ormai nell’ordine delle diverse centinaia" e cita tra gli ultimi episodi di violenza quelli avvenuti a Saliceta San Giuliano, Reggio Emilia, Spoleto.

"Una situazione del genere non è più tollerabile – denuncia Donato Capece, segretario del Sappe – servono risposte certe ed urgenti, che non ci sembra siano contenute nel cosiddetto Piano Ionta finalizzato a predisporre interventi straordinari sul sistema penitenziario, incredibilmente a tutt’oggi secretato alle organizzazioni sindacali del Corpo". Il piano, stando a quanto riferito dagli organi di informazione, "non prenderebbe in considerazione le ipotesi di un maggiore ricorso all’area penale esterna – rileva Capece – per le pene più brevi avvalendosi di sistemi di controllo anche elettronici nè la differenziazione dei circuiti penitenziari rispetto alla pericolosità dei detenuti e non parla affatto di assumere nuovo personale di Polizia penitenziaria, Corpo oggi sotto organico di ben 5mila e 500 unita", nonostante il progetto preveda un aumento di 18mila posti letto, distribuiti in 18 regioni, di cui 5mila a regime a partire dal prossimo anno. Il Sappe chiede pertanto «un urgente incontro» con il ministro della Giustizia Alfano "sulle criticità penitenziarie".