Stefano Benni fa il giro del mondo in vent’anni
24 Aprile 2009
Dal suo esordio (correva l’anno 1976) a oggi, i suoi libri sono stati tradotti più di centodieci volte in trentacinque paesi, e proprio in queste settimane si stanno approntando le edizioni di “Achille piè veloce” in Inghilterra (Chelsea), Finlandia (Loki-Kirjat), Serbia (Prometej) e Lituania (Tyto Alba). Sono soltanto alcune delle ultime tappe del viaggio di Stefano Benni in giro per il mondo che, tra alti e bassi, prosegue ormai da più di vent’anni.
Datato 1986 è il debutto in Danimarca con “Terra!” per i tipi della Lindhardt og ringhof, che dopo la pubblicazione di sei dei suoi titoli, ultimo “Ånder” (“Spiriti”) nel 2002, decide di metterlo fuori catalogo. Anche in Germania il successo di Benni conosce momenti non molto brillanti. Come nel 2006, quando il lancio di “Der schnellfüßiche Achilles” (“Achille piè veloce”) coincide, secondo una classifica della Frankfurter Allgemeine Zeitung del 16 dicembre 2006, con le sedici copie vendute in un anno di “Der Zeitenspringer” (“Saltatempo”) pubblicato appena due anni prima.
Malgrado ciò, in Austria (Piper, Lübbe) e Germania (Wagenbach) lo scrittore sarà pubblicato ben diciassette volte, ed è anzi proprio di questi giorni la notizia della prossima traduzione di “Margherita Dolcevita” in lingua tedesca. Titolo che a breve giungerà anche in Grecia (Travlos), Svezia (Bonniers), Olanda (Wereldbibliotheek) e Corea (Courrier books).
Interessante, la sua vicenda negli Stati Uniti: “Margherita Dolcevita”, primo dei libri di Benni a essere pubblicato, appare nel 2006 per i tipi di Europa Editions (divisione dell’italiana e/o). Con l’ottima traduzione di Antony Shugaar, suscita largo interesse fra i critici del mondo anglosassone, con recensioni molto positive su testate come il New York Times, The Sun, The Guardian, People e Booklist. Lo stesso non può però dirsi per i lettori, che non sembrano premiare la scelta di giornalisti e critici, se non molto timidamente: lo score è di 5000 copie acquistate, cifra però non irrisoria per un esordiente, specie se tradotto e dunque in condizione sempre un po’ invisa al mercato americano.
Radicalmente diversa la reazione del pubblico in Francia, dove Benni è ben noto. La Actes sud è il suo editore dal 2002; ha pubblicato 12 dei suoi libri, ultimo “La grammatica di Dio” nel febbraio del 2009 che, oltre ad alcune buone recensioni su Le Figaro, pare aver riscosso anche un certo successo di pubblico.
Sempre in Francia, nel 2005, è stata realizzata da France 3 e Télé Images Kids, in collaborazione con Rai fiction, “Foot 2 rue”, una serie animata che ha riscosso grande successo ispirata a “La compagnia dei celestini”, poi esportata in Spagna e nel Regno Unito. Ma il viaggio di Benni non si ferma qui, tocca il Sud America – è la volta di Colombia (Norma), Cuba (Arte y Literatura), Ecuador (Grandes Libros), Brasile (Marco Zero) – e l’Estremo Oriente – con tour in Corea (Courrier Books), Filippine (Anvil), e Giappone (Kawade). Nei suoi trent’anni di attività, il Saltatempo ha imparato dunque a saltare anche lo spazio.
