Franceschini e Di Pietro divisi anche sulla strategia contro il Cav.
26 Maggio 2009
di Redazione
Caso Mills e riforme parlamentari. Sono i due temi sui quali l’opposizione scatena la propria offensiva nei confronti del presidente del Consiglio. Antonio Di Pietro ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del governo Berlusconi e ne chiede le dimissioni.
Lo ha fatto stamani a Verona durante una manifestazione elettorale. Ma il suo appello a Pd e Udc affinchè sostengano l’iniziativa dell’Italia dei Valori è caduto nel vuoto. Il partito di Franceschini, a sua volta, ha presentato una mozione articolata in due parti nella quale tuttavia non si parla di dimissioni del primo ministro: la prima parte riguarda la vicenda Mills per la quale si sollecita il premier a rinunciare al lodo Alfano. La seconda, si concentra sulle riforme e rilancia la bozza Violante che alla fine della scorsa legislatura fu votata in modo bipartisan dai due schieramenti. Pure Franceschini invita Idv e Udc ad “appoggiare la nostra iniziativa perché è indispensabile lavorare insieme piuttosto che gareggiare tra di noi per qualche voto in più”.
Una mossa che alla fine costringe Di Pietro ad accettare. “Siccome un bicchiere d’acqua fresca con questo caldo non fa male, firmeremo la mozione del Pd”, ha dichiarato il leader dell’Idv insieme ai capigruppo di Camera e Senato, Donadi e Belisario che non risparmia critiche all’alleato. “Sembra che il Pd non voglia contrastare davvero Berlusconi – affermano -. Gli strateghi del Pd spieghino la differenza tra farsi bocciare una mozione inutile o una dal grande valore politico. Sembra che l’avversario del Pd non sia Berlusconi, ma l’Idv”.
