Pdl: “Totale solidarietà a Berlusconi, ennesimo attacco scandalistico”

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Pdl: “Totale solidarietà a Berlusconi, ennesimo attacco scandalistico”

17 Giugno 2009

“Unanime vicinanza e totale solidarietà al presidente Silvio Berlusconi anche oggi oggetto di un attacco scandalistico”. Così i coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Ignazio La Russa, Denis Verdini e l’Ufficio di presidenza del Popolo della Libertà intervengono  in merito all’articolo pubblicato dal Corriere della Sera relativo ad una inchiesta avviata a Bari su  presunti appalti nel settore sanità; indagine nel corso della quale – riferisce il quotidiano di via Solferino – “sarebbero state sarebbero state intercettate conversazioni che riguardano alcune feste organizzate a Palazzo Grazioli e villa la Certosa. E i personaggi coinvolti avrebbero fatto cenno al versamento di soldi alle ragazze invitate a partecipare a queste feste mondane”.

Stamani lo stesso premier aveva commentato: “Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità. Io non mi farò certo condizionare da queste aggressioni e continuerò a lavorare, come sempre, per il bene del Paese”.  

Nella nota i vertici del partito parlano di un “attacco  scandalistico tanto privo di fondamento quanto estraneo ai temi di una corretta valutazione dell’operato di un leader politico e del suo movimento. Sorprende che, forse per una inaccettabile competizione fra testate, ci si presti a dare corpo a notizie che non trovano riscontro nella realtà, a partire da quella di una candidatura europea del tutto fantasiosa, mai ipotizzata da alcuno. E’ evidente che dopo la ricerca spasmodica e ben remunerata, da parte di un gruppo di giornalisti, di ogni notizia, anche la più falsa, in grado di danneggiare l’immagine del premier, si sia aperta la strada a qualsiasi mitomane o persone a caccia di facile notorietà”. Nel comunicato del Pdl si fa poi riferimento all’intervista  a Patrizia D’Addario pubblicata dal Corsera, sottolineando che “basta leggere con attenzione  l’intervista apparsa oggi per averne conferma. Siamo di fronte, ormai da settimane, ai resoconti più incredibili, alle foto travisate, alle immancabili intercettazioni estrapolate, alla violazione di ogni privacy, ai retroscena sentimentali, alle ricostruzioni da ‘Bolero film’”.

La nota prosegue con una domanda rivolta a Massimo D’Alema che nei giorni scorsi aveva parlato di “imprevedibili scosse” in arrivo per il premier. “Sono questi gli argomenti e i metodi di lotta politica su cui conta l’opposizione per provocare la ‘scossa’ evocata da D’Alema? E, a proposito, come faceva D’Alema a ‘immaginare’ in anteprima assoluta i contenuti (tutti da verificare) di una nuova inchiesta della Procura di Bari dopo la sua visita nella città?” osservano i vertici del Pdl secondo i quali “si ripete un vecchio clichè a cui la sinistra ci ha tristemente abituati. Il ripetuto tentativo di infangare la vita privata del presidente Berlusconi con rivelazioni scandalistiche è per altro la prova evidente che i suoi detrattori non hanno alcun argomento politico in grado di contrastare efficacemente quanto in 12 mesi il governo Berlusconi ha realizzato di concreto per il paese. Ma – conclude la nota del partito – l’operato del presidente nell’affrontare le questioni di politica interna ed internazionale è sotto gli occhi di tutti ed è, per fortuna, soltanto il giudizio degli italiani quello che conta”.

Intanto, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, fonti  ufficiose della Procura di Bari confermano che è in corso un’indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna. L’inchiesta, che coinvolge Gianpaolo Tarantini responsabile con il fratello Claudio della Tecnohospital, società barese che si occupa della fornitura di tecnologie ospedaliere, sarebbe scaturita da elementi acquisiti nell’ambito di accertamenti per presunti episodi di corruzione relativi a forniture di protesi. Nell’inchiesta si ipotizza che l’imprenditore abbia contattato e inviato in residenze private alcune ragazze. Il titolare delle indagini è il pm Giuseppe Scelsi, che nell’inchiesta originaria ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione.  

L’avvocato Nicola Quaranta, legale dei due imprenditori baresi ha dichiarato: “Non sappiamo assolutamente nulla dell’esistenza di una inchiesta per induzione della prostituzione, nè la Procura di Bari ci ha fatto notificare atti relativi all’indagine”. Il legale ha precisato che nelle prossime ore incontrerà Giampaolo Tarantini che da qualche tempo vive a Roma dopo essere uscito dalla società Tecnohospital , nel novembre 2008.