Un G8 in preda alla berlusconite dove l’unico sobrio è il Cav.

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Un G8 in preda alla berlusconite dove l’unico sobrio è il Cav.

10 Luglio 2009

 

Diciamoci la verità, in questo G8 il più sobrio e compassato è stato Silvio Berlusconi, mentre quasi tutti gli altri leader del mondo si sono impegnati a compensare il mancato apporto Cav. infondendo buone dosi di “berlusconismo” al vertice dell’Aquila.

Con siparietti, battute, gaffe, baci, abbracci, lacrime e risate, il grandi della terra sono apparsi come una combriccola di buontemponi impegnati a salvare il mondo, sotto lo sguardo accorto e accondiscendente del padrone di casa.

Altrove sull’Occidentale ci occupiamo seriamente dei risultati del vertice – alcuni buoni, altri meno, come sempre accade – ma qui non possiamo non notare come l’atmosfera informale e amichevole che ha contraddistinto la tre giorni aquilana sarà probabilmente ricordata molto più dei dossier e degli accordi firmati.

Se si facesse un montaggio cinematografico di questo G8, quello sì sarebbe memorabile. Obama che gira in maniche di camicia per le strade dell’Aquila e poi si produce in un acrobatico inchino per abbracciare la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane (imitato il giorno dopo da George Clooney); lo stesso Obama che guarda ammirato il lato B di una sedicenne brasiliana dopo l’incontro con il Junior G8, sotto lo sguardo sornione di Sarkozy. La commozione di Angela Merkel davanti alle macerie del terremoto a Onna e quella di Carla Bruni a l’Aquila. La gaffe di Sarkozy per difendere il ritardo (è un po’ anche il divismo) della Premiere Dame e lo stesso Sarkozy che resta seduto mentre la Merkel, in piedi, tenta di richiamare la sua attenzione. Il presidente Cinese, Hu Jintao che riparte alla vigilia del G8 lasciando una cena a metà e senza dare spiegazioni. Gheddafi e Obama che si stringono sorridenti e più volte la mano (grazie ad una mossa di Berlusconi che li ha cambiato i posti a tavola) , Obama che arriva in ritardo alla photo opportunity e tutti gli altri leader che lo applaudono tra sonore risate. Eppoi la moglie di Gordon Brown che racconta i retroscena del G8 su Twitter, il presidente Lula che regala magliette della nazionale di calcio brasiliana a destra e a manca e fa campagna per le Olimpiadi di Rio 2016, e ancora Obama che fa battute su Janet Napolitano (Ministro della Homeland Security) e Giorgio Napolitano…insomma sembrava che tutto il G8 fosse preda da un attacco di berlusconite acuta, tranne lui, Berlusconi medesimo.

Eppure il vertice ha funzionato, anzi forse proprio per questo clima ha funzionato meglio di tanti G8 molto più lugubri e seriosi ma non certo più efficaci in fatto di risultati concreti. Lo diciamo un po’a scorno delle tante voci incaute e anche incompetenti secondo cui la diplomazia è fatta solo di silenzi, passi felpati e alzate di sopracciglio, mentre le “pacche sulle spalle” sono una ridicola specialità berlusconiana, destinata a mettere l’Italia in imbarazzo ora e per sempre.

Non è così, anzi spesso è il contrario. E se incontri come il G8 o anche il G14 o il Gquellochevolete, hanno ancora un senso è proprio per il fatto che mettono in contatto il leader come persone reali, fanno stringere mani, parlare del più e del meno, ridere e scherzare, conoscere i gusti e le idiosincrasie dell’uno e dell’altro. Tutto materiale prezioso per la diplomazia, che non è fatta solo di bandiere e picchetti d’onore, ma di persone in carne ed ossa. Tutto questo Berlusconi, un po’ per averlo capito, un po’ perché corrisponde alla sua indole, lo ha sempre messo in pratica, ne ha tratto vantaggio per la politica estera italiana.

L’internazionale anti-berlusconiana, orchestrata da Repubblica e da un pervasivo “partito anti-italiano”, oggi deve davvero arrampicarsi sugli specchi per trovare qualche ombra sul vertice. Senza terremoto, senza avvisi di garanzia dell’ultim’ora, senza foto scandalo, senza proteste clamorose all’esterno e senza neppure l’ausilio della stampa estera che nella conferenza stampa finale ha ignorato i casi privati di Berlusconi, oggi si devono accontentare di poco.

Non rimane traccia neppure della polemica sull’organizzazione. Di Obama si è detto che ha difeso il vertice per dovere d’ufficio e per fare un favore a Napolitano. Ma poi sono arrivate anche le parole del segretari dell’Onu, Ban Ki-moon, non certo un simpatizzante berlusconiano: "L’organizzazione da parte italiana di questo G8 è stata superba e devo elogiare l’Italia e il premier Silvio Berlusconi per come sono stati curati tutti gli aspetti di questo G8 che giunge a pochi mesi dal tragico evento che ha colpito questa regione".

Persino Ezio Mauro ha dovuto riconoscere il buon esito del vertice: “Circondarsi dei Grandi della Terra, uniformandosi per una volta al loro stile e al loro standard, è un esercizio utile per lui e per il Paese, finalmente, e Berlusconi è stato un ottimo padrone politico di casa”. Solo, anche stavolta si è sbagliato: sono stati i “Grandi della Terra” a uniformarsi al suo stile e al suo standard.