Strage Circeo. Gianni Guido resta libero: “Improbabile che commetta altri reati”

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Strage Circeo. Gianni Guido resta libero: “Improbabile che commetta altri reati”

29 Settembre 2009

Gianni Guido, uno degli assassini del Circeo tornato libero nell’agosto scorso, ha chiuso oggi i conti con la giustizia. Infatti non dovrà scontare, come ha deciso il giudice di sorveglianza Enrico Rinaldi Della Ratta, i tre anni di libertà vigilata che gli erano stati inflitti dalla Corte di Appello di Roma il 27 ottobre del 1980 contestualmente alla condanna per l’omicidio di Rosaria Lopez e il ferimento di Donatella Colasanti.

Con la sua decisione, che dichiara Guido non più socialmente pericoloso, il giudice di sorveglianza ha accolto le richieste del difensore Massimo Ciardullo respingendo invece quelle del pubblico ministero che aveva sollecitato l’applicazione della pena accessoria dei tre anni di libertà vigilata. "Il provvedimento preso dal giudice – ha detto l’avvocato Ciardullo – è ineccepibile sia dal punto di vista giuridico sia da quello logico. Giuridico perchè sono state rispettate le scadenze previste dalla legge Gozzini e logico perchè da circa 5 anni a questa parte Guido ha goduto progressivamente di maggior libertà sino a ottenere l’affidamento ai servizi sociali. E questi benefici gli sono stati concessi sulla scorta di puntuali relazioni scientifiche".

"Alla luce dell’esperienza comune – si legge nell’ordinanza di sei pagine con cui il giudice del tribunale della Sorveglianza Enrico della Ratta Rinaldi – si ritiene improbabile che l’interessato sia renda nuovamente autore di delitti: egli usufruisce di misure alternative a partire dal 2005, è completamente libero dal maggio 2009, e ha tenuto una condotta ineccepibile".

"Il buon senso – scrive ancora il giudice – suggerisce che, in presenza di spinte devianti o crimonogene, egli si sarebbe con ogni probabilità evidenziato negativamente nell’ambito dei notevoli spazi di libertà di cui ha usufruito negli ultimi quattro anni, ma ciò non è avvenuto". "Si ritiene che l’unico elemento di giudizio di segno negativo – osserva il giudice – sia nei reati commessi a fronte di numerosi elementi favorevoli all’interessato. L’elemento ha sotto molti profili un peso enorme, incommensurabile rispetto al peso di ogni altra considerazione. Tuttavia, sotto l’unico profilo che interessa in questa sede, vale a dire la prognosi comportamentale, alla luce dei criteri prima elencati, esso è di minore valenza rispetto alla bontà del percorso rieducativo e alla complessiva condotta tenuta dall’interessato negli ultimi 14 anni anche fuori dal carcere".

"La condotta corretta tenuta dall’interessato in carcere e nella fruizione di benefici penitenziari è continuata anche dopo la fine della pena. Infatti nei quattro mesi durante i quali è stato completamente libero non si è evidenziato negativamente in alcun modo un comportamento scorretto. Attualmente collabora con il padre nella gestione del patrimonio di famiglia". Il giudice, oltre che valutare la condotta tenuta da Guido, parla del suo percorso di studi: "Studi condotti con molta serietà che hanno portato alla laurea in lettere ottenuta con pieni voti".

L’ex pariolino, come era emerso dalle relazioni dei magistrati, ha collaborato anche con la Caritas e in particolare traduceva testi di filosofia e religiosi dallo spagnolo, lingua che conosce molto bene. Nel tracciare il percorso di riabilitazione di Guido, parlando della detenzione nel carcere di Civitavecchia, a partire dal 2005, il giudice scrive: "Gli operatori dell’Istituto rilevano il parziale superamento delle difese emotive dovute allo schiacciante senso di colpa ed un percorso di rielaborazione critica dei reati".