Usa. Cade tabù del codice d’onore, un mafioso si dichiara gay

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Usa. Cade tabù del codice d’onore, un mafioso si dichiara gay

21 Ottobre 2009

Il codice d’onore della mafia ha visto cadere negli Stati Uniti uno dei tabù fino ad oggi considerati incrollabili: un mafioso di New York sotto processo ha ammesso in aula di essere omosessuale.

Lo ha fatto più per ottenere sconti di pena che non per fare outing, ma la stessa ammissione – come scrive oggi il New York Times – “rompe” uno dei tabù più solidi di una cultura a suo modo monolitica come quella di Cosa Nostra. Protagonista dell’inedita ammissione è stato Robert Mormando, 44 anni, uno degli uomini armati più fidati della famiglia Gambino, a suo tempo assoldato per “impartire” lezioni secondo il più tipico stile mafioso.

Mormando ha confessato di aver preso parte alla sparatoria avvenuta nel 2003 in un negozio di Queens. La famiglia aveva deciso, appunto, di dare una lezione al negoziante e Mormando faceva parte del drappello di uomini mandati a impartirla. Quella “lezione” faceva parte del suo lavoro. Arrestato a suo tempo insieme ad altri, Mormando a recentemente deciso di collaborare con la giustizia, per ottenere sconti di pena.

E non solo è arrivato ad ammettere di essere stato uno degli informatori della polizia, un elemento che di per sé equivale per la mafia a una condanna a morte, ma davanti al giudice Jack B. Weinstein ha fornito in aula l’esplicita ammissione di essere gay. “Vi sono certe regole a cui un uomo di mafia deve attenersi al cento per cento – scrive il New York Times -. Per esempio, niente barba, niente storie con la moglie di un altro gangster, nessuna collaborazione con le forze dell’ordine. Mai. È su regole come queste che si regge l’omertà, il codice del silenzio”. Tra le regole non scritte, ma da tutti osservate, vi è anche questa, “che è forse la più forte”: un mafioso deve essere “uomo vero”, perché nella cultura mafiosa l’omosessualità è da considerarsi elemento di debolezza, non è ammissibile. “La mafia è tutta una questione di rispetto tra uomini – ha dichiarato Gerard L. Shargel, uno dei legali di John Gotti -. Ciò fa sì che la cultura mafiosa sia attraversata da un altissimo livello di machismo”.

Il caso di Mormando va a rompere uno dei tabù più forti su cui si regge la cultura mafiosa. E a maggior ragione espone il fidato della famiglia Gambino ad un pericolo ulteriore. Non a caso su disposizione del giudice il processo si svolge nel massimo riserbo.