Giustizia. Schifani: “Riformare intero sistema penale”
20 Novembre 2009
di Redazione
“La riforma dovrà riguardare l’intero sistema penale”. Lo sostiene il presidente del Senato, Renato Schifani, che ha aperto i lavori della sesta conferenza nazionale dell’avvocatura, in un discorso in cui ha criticato alcune concessioni di benefici penitenziari, definiti come “scorciatoie dannose”.
“La riforma – spiega Schifani – dovrà significare piena attuazione dei principi del giusto processo, della ragionevole durata del processo e della certezza della pena, dovrà tendere all’abolizione di quelle scorciatoie dannose che gli impediscono la vera ed effettiva espiazione della pena in presenza di gravi reati che attentano all’incolumità e alla sicurezza dei nostri cittadini”. Secondo il presidente del Senato “alcune attuali norme sulla concessione di benefici penitenziari, come la semilibertà, gli arresti domiciliari, le liberazioni anticipate che riducono sensibilmente la durata delle pene inflitte, possono ingenerare nei cittadini timori, paure, sensazione di essere in pericolo”. “Sarebbe opportuno allora – sostiene il presidente del Senato – anche in questo settore qualche modifica”.
“La riforma – precisa il presidente del Senato – non sarà contro la magistratura, contro gli avvocati, contro gli utenti del diritto, sarà al contrario in favore di tutte queste categorie, mettendo comunque al centro l’interesse del cittadino”. “Per questo – ribadisce la seconda carica dello Stato – occorre da parte di tutti cooperazione de dialogo. Mi auguro che il clima sia sereno, che non si verifichino, come ha detto il capo dello Stato ‘tensioni tra istituzioni della Repubblica e tra quelle che incarnano i rapporti tra politica e giustizia”.
“Sono queste parole – sottolinea Schifani – che condivido con piena adesione”. “Quest’appello prosegue – è stato raccolto anche dall’organismo nazionale della magistratura, che in un clima di completa distensione saprà fornire quei contributi di conoscenza e professionalità utili per condurre in porto al meglio le modifiche che verranno attuate. E sono certo – conclude il presidente del Senato – della totale adesione e della piena collaborazione dell’ordine forense”.
