Rush finale per le regionali: è guerra all’ultima scheda in Lazio e Piemonte

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Rush finale per le regionali: è guerra all’ultima scheda in Lazio e Piemonte

Rush finale per le regionali: è guerra all’ultima scheda in Lazio e Piemonte

29 Marzo 2010

Sono due le regioni in bilico dove tra centrodestra e centrosinistra la partita si gioca all’ultimo voto. Piemonte e Lazio sono le “piazze” attorno alle quali ruota l’esito di questa competizione elettorale.

Dalle proiezioni di Pragma-Emg diffuse dalla Rai e che superano di oltre la metà il campione, la situazione è in bilico in Piemonte dove il candidato del centrodestra Roberto Cota è in vantaggio col 47,4% sul governatore uscente Mercedes Bresso che si attesta al 46,9%. Anche nel Lazio si segnala un vero e proprio duello all’ultima scheda fra Emma Bonino  e Renata Polverini: quest’ultima ha raggiunto il 49,9% dei consensi contro la candiadata radical-pd che la segue al 49,5%.

Il centrodestra ha vinto in quattro regioni con in testa il Veneto e la Lombardia ma pure con un risultato significativo in Calabria, dove Scopelliti ha il 57,8% contro il 33,2% di Loiero e in Campania, dove Caldoro ha il 55,7% contro il 41,7% di De Luca.

In Lombardia, Roberto Formigoni guida la partita con il 56,6%, davanti a Filippo Penati (Pd) con il 32,5%. In Veneto, invece, sembra ormai nettissima l’affermazione del candidato presidente del centrodestra Luca Zaia con il 62% contro il candidato del centrosinistra Bortolussi, fermo al 28 per cento. Centrosinistra in netto vantaggio in Emilia Romagna dove Vasco Errani ha il 50,1% contro il 37,8% del candidato Pdl Anna Maria Bernini anche se dalle prime proiezioni sui voti di lista pare che il centronistra registri una flessione di consensi rispetto alle precedenti elezioni. In Umbria, Catiuscia Marini è al 56,4% contro il 38,1% di Fiammetta Modena (Pdl), mentre in Toscana Rossi guida con il 59,4% davanti a Faenzi con il 34,2%. In Liguria, Claudio Burlando del Pd è in vantaggio col 53,51% contro il 46, 48% di Sandro Biasotti (Pdl).

In Puglia, il governatore uscente Nichi Vendola è in testa con il 47,4% contro il 42,4% del candidato del centrodestra Rocco Palese che tuttavia sarebbe dato in costante recupero, ma nella competizione ha svolto un ruolo significativo anche la candidata del movimento Io Sud alleata con l’Udc, Adriana Poli Bortone attestata al 9,7 per cento dei consensi.

Nelle Marche il centrosinistra è in vantaggio con Spacca al 52,5%, mentre Erminio Marinelli è al 39,7%. Risultato che sembra acquisito anche in Basilicata, dove il candidato della sinistra De Filippo avrebbe il 59,7%, contro il 28% di Pagliuca.

Nei quartier generali dei partiti i big seguono passo passo lo spoglio delle schede, in attesa di dati più attendibili rispetto alle indicazioni finora segnalate dalle proiezioni. Tuttavia non mancano i primi commenti a caldo.

Da via dell’Umiltà il coordinatore del Pdl Denis Verdini ai cronisti spiega che si considera “chiuso” il risultato elettorale in Calabria e Campania (oltre a Veneto e Lombardia) perché “il divario è incolmabile. In altre tre regioni, quali Piemonte, Lazio, Puglia, i risultati ci fanno ben seprare”.

Anche il vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello osserva che con Scopelliti e Caldoro due regioni “hanno cambiato di segno politico. Per il resto c’è grande incertezza in due regioni che determinerebbero sicuramente una prevalenza politica. Certamente, con questi risultati il governo può affrontare con serenità la seconda parte della legislatura”. Sulla stessa lunghezza d’onda il commento del presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri secondo il quale nel Lazio “la partita è apertissima”. E il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi pone l’accento sull’affermazione del Pdl in Calabria e Campania, "dati che indicano un forte cambiamento rispetto alla politica del centrosinistra. Ora al Sud e questi dati verranno confermati avremo una grande responsabilià. La nostra sfida principale è dare una sanità efficiente”.

Diversa la lettura nei ranghi del centrosinistra. A Largo del Nazareno, il vicesegretario del Pd Enrico Letta ai giornalisti spiega che in base ai dati che affluiscono nel quartier generale dei democrat, “il centrosinistra vince la maggioranza delle regioni, sette contro quattro centrodestra, con due regioni in bilico: Piemonte e Lazio”. Ma l’altro dato che queste elezioni consegnano alle analisi politiche è il forte tasso di astensionismo.

Complessivamente, ha vota il 65 per cento degli elettori contro il 72 per cento delle precedenti elezioni, con una flessione pari al 7 per cento. Flessione che tocca percentuali minori per le provinciali dove il calo si attesta attorno al 5 per cento (ha votato il 68 per cento degli elettori contro il 73 per cento di cinque anni fa) e le comunali che registrano una flessione pari al 3 per cento.

La regione dove si è registrata la diminuzione più rilevante è il Lazio con il 10% anche per la vicenda dell’esclusione della lista del Pdl, mentre quella più “virtuosa” è la Campania dove la flessione si attesta al 4 per cento. Un dato, quello dell’astensionismo, sul quale si sofferma il ministro dell’Interno Roberto Maroni per il quale è necessario “fare in modo che la partecipazione democratica cresca alle prossime elezioni: questo è un compito di tutta la classe politica, senza distinzioni" e l’obiettivo è farlo nei tre anni che restano prima delle prossime elezioni politiche.