Toscana. La ‘ndrangheta con le mani nei rifiuti
11 Maggio 2010
di Redazione
Le cosche della ‘ndrangheta con le mani sugli appalti dei rifiuti in Toscana. Un dato preoccupante che è emerso dall’operazione condotta questa mattina dalla squadra mobile della questura di Cosenza nei confronti di sette esponenti della criminalità organizzata.
L’ipotesi degli inquirenti è che l’ex vicepresidente di Confindustria di Lucca, che risulta indagata, oggi con l’incarico per le piccole imprese nel direttivo dell’associazione degli industriali, Jolanda Zambon, sarebbe stata il punto di raccordo tra i calabresi e il mondo degli appalti in Toscana. Stando a quanto è emerso dalle indagini, la Zambon avrebbe esercitato pressioni su un imprenditore di Amantea (Cosenza), Salvatore De Seta, per farsi corrispondere tre cambiali da 4.333 euro (trovate nel corso di una perquisizione).
Per ottenere quanto voleva, la donna si sarebbe quindi rivolta agli esponenti della criminalità organizzata del crotonese prima e del cosentino successivamente, confermando tra l’altro – hanno rilevato gli inquirenti in conferenza stampa – una sorta di patto federativo tra le cosche sul territorio regionale.
"L’elemento che colpisce – hanno commentato il capo della Dda di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo e il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli – è che l’imprenditrice si sia rivolta a questi personaggi e non alla giustizia per risolvere una controversia civile". Gli inquirenti hanno inoltre plaudito al comportamento dell’imprenditore vittima, che con coraggio ha denunciato i suoi aguzzini.
