MO. Abu Mazen: “Scambio di territori di eguale rilevanza”
27 Aprile 2010
di Redazione
La dislocazione di forze della Nato, sotto comando americano, potrebbe garantire la stabilità di un futuro accordo di pace israelo-palestinese: lo ha affermato nella notte appena trascorsa il presidente dell’Anp Abu Mazen (Mahmud Abbas) in una intervista alla televisione commerciale Canale 2.
Abu Mazen ha precisato che questo punto è già stato concordato con gli Stati Uniti e con la controparte israeliana, quando negoziava con il premier Ehud Olmert. Abu Mazen ha aggiunto di non opporsi in principio ad uno scambio di territori fra Israele e il futuro Stato palestinese, anche se le loro dimensioni e la loro dislocazione non sono stati ancora definiti. "Le linee antecedenti dalla Guerra dei sei giorni (1967) devono essere alla base di un accordo – ha precisato il Rais – e lo scambio di territori deve essere di eguale grandezza e rilevanza. Io sottoposi delle carte geografiche ad Olmert e lui me ne restituì altre. Ma poi Olmert fu oggetto di accuse e la questione si fermò", ha detto il presidente.
Abu Mazen ha detto di non avere niente di personale contro l’attuale premier israeliano Benyamin Netanyahu, in quanto questi esprime il volere democratico del popolo israeliano. "È mio dovere – ha precisato – lavorare con lui". Il presidente palestinese si è poi dissociato dai progetti enunciati dal suo premier Salam Fayad di proclamare uno Stato palestinese indipendente entro il 2011. "Noi non siamo favorevoli a passi unilaterali" ha spiegato.
Abu Mazen si è fatto più che deciso nell’assicurare agli ascoltatori israeliani di essere in grado di ricomporre la crisi politica con Hamas. Si è anche offerto di mediare uno scambio di prigionieri che riporti in libertà Ghilad Shalit, il caporale israeliano prigioniero ormai da quattro anni a Gaza. Sulla probabilità che presto vengano lanciati negoziati indiretti con Israele ha precisato che il primo maggio dovrà sottoporre alla Lega araba le idee presentategli dall’emissario statunitense George Mitchell. "Speriamo – ha concluso – che la loro reazione sarà positiva".
