Ucraina. Fumogeni in Parlamento per accordo su base di Sebastopoli
27 Aprile 2010
di Redazione
Disordini nel Parlamento ucraino, dove il presidente dell’assemblea è stato bersagliato con uova dopo la ratifica del prolungamento dell’accordo per l’utilizzo da parte della Flotta russa del Mar Nero di una base in Crimea. Durante la tesissima discussione è stato anche lanciato un fumogeno, mentre una folla di manifestanti si è radunata in Verkhovna Rada e di fronte alla sede di governo; rappresentanti dell’opposizione – ‘Ucraina nostra’ di Yulia Tymoshenko; ‘Fronte per il cambiamento’ e gli ultranazionalisti di ‘Svoboda’ – hanno occupato palazzo Mariinsky e via Hrushevskoho.
Per la ratifica dell’accordo era necessario il quorum di 226 voti. Hanno votato a favore della ratifica 236 parlamentari, ma l’operazione è avvenuta nel caos: gli esponenti del Partito delle Regioni, la formazione vicina al presidente filo-russo Yanukovich, e del Blocco Yulia Tymoshenko sono venuti alle mani e si sono lanciati blocchi di carta. All’esterno del Parlamento c’erano migliaia di manifestanti di opposte fazioni. L’accordo tra Medvedev e Yanukovich è stato firmato la scorsa settimana a Kharkiv. Prevede un prolungamento di 25 anni del’affitto che sarebbe venuto a scadenza nel 2017. L’ex premier Tymoshenko l’ha bollato come una vergogna nazionale. Intanto con 410 voti a favore (su 439 deputati presenti), la Duma – il ramo basso del Parlamento russo – ha approvato l’accordo con Kiev in cambio dello sconto del 30% sulle forniture di metano russo.
Il presidente ucraino è atteso oggi a Bruxelles, dove intende rassicurare la Ue che l’accordo sulla permanenza della flotta russa a Sebastopoli non è una revisione dell’orientamento europeo di Kiev. Giunto lunedì sera a Kiev, il premier russo Vladimir Putin ha espresso stupore per le polemiche sull’accordo e ha ricordato che anche il precedente governo ucraino guidato dalla Tymoshenko non aveva posto alcuna obiezione sulla possibilità di prolungare la presenza della flotta russa. Il capo del governo russo ha quindi definito esorbitante il prezzo da pagare per l’estensione dell’affitto della base di Sebastopoli (pari a 40 miliardi di dollari, considerando il risparmio del 30%): «Con questi soldi potrei mangiare sia Ianukovich sia il vostro premier messi insieme – ha ironizzato -. Ma per noi non è solo una questione di soldi, è anche quella della cooperazione con l’Ucraina».
