La sinistra getta fango sul centrodestra per sottrarre la Ru486 al rispetto della legge

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La sinistra getta fango sul centrodestra per sottrarre la Ru486 al rispetto della legge

02 Aprile 2010

Uno contro tutti? Pare proprio di no. Mentre il fronte politico si scalda sulla pillola abortiva, il senatore Enzo Ghigo, coordinatore del Pdl in Piemonte, getta acqua sul fuoco delle polemiche e considera “mal interpretata” l’uscita del neo-governatore leghista Cota circa l’intenzione di lasciare marcire i farmaci nei magazzini degli ospedali. Ghigo ribadisce la sua posizione che è quella di “riconoscere la legge ed è la posizione che ha già espresso il ministro Fazio. Anche il presidente della Regione Roberto Cota ha spiegato che il suo primo compito è quello di rispettare la legge”.  Dunque, assicura Ghigo, la 194 sarà applicata anche in Piemonte, oltretutto “esistono circolari esplicative del ministero della sanità. Dunque ritengo che Cota si adeguerà alle linee-guida previste dalla norma”. E le linee-guida “sono i tre giorni di ricovero ospedaliero a tutela della salute della donna” che decide di sottoporsi alla terapia abortiva farmacologica.

Ghigo replica senza giri di parole alle accuse dell’ex governatore piemontese Mercedes Bresso secondo la quale “la sperimentazione della pillola Ru486 da noi è stata avviata dalla giunta di centrodestra nella scorsa legislatura e dunque abbiamo proseguito quanto avviato dall’allora presidente Ghigo e dall’allora presidente del consiglio regionale Cota”. Il senatore del Pdl dice di non “rinnegare niente” e osserva che “la sperimentazione è un atto dovuto, ma la scelta di come utilizzare il farmaco è altro. La Bresso dovrebbe cercare di assumere un atteggiamento più consono al suo ruolo”. Infine ricorda che come membro della commissione Sanità di Palazzo Madama ha assistito “all’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva dalla quale è emerso che esistono controindicazioni. Per questo è ovvio che la scelta della donna all’interno di quanto previsto dalla legge 194 sull’utilizzo del farmaco deve avvenire sotto lo stretto controllo di una struttura sanitaria”.

A chiudere questo cerchio che per alcune ore è stato infuocato è stato proprio il governatore Cota che oggi in una conferenza stampa ha spiegato di avere sempre avuto una posizione chiara e mai in contrasto con la legge, “invito tutti a rileggere bene le mie dichiarazioni. Io sono per la difesa della vita e quindi diversamente dalla presidente Bresso non sono a favore di un uso ‘disinvolto’ che non preveda il ricovero ospedaliero. "Confermo le mie dichiarazioni e dato che siamo in attesa delle linee guida da parte del ministero della Salute, ho detto ai direttori generali delle Asl piemontesi di aspettare la mia entrata in carica e di affrontare poi insieme il problema”.

E la questione dei magazzini? “E’ nata come risposta a una battuta fatta dal direttore di Libero, Maurizio Belpietro nel corso di un’intervista televisiva, ma al tempo stesso ha ribadito che siccome “l’uso di questa pillola è potenzialmente molto pericoloso per la salute della donna credo sia necessaria molta cautela e la mia posizione è sempre stata molto chiara”.

Chiarezza. Ecco che serve per evitare pericolose derive.