Governo. Vito: Nel 2009 meno dl e più leggi del parlamento
10 Maggio 2010
di Redazione
Alta percentuale (75%) di approvazione dei provvedimenti varati dal Governo, utilizzo dei decreti legge per affrontare le tante emergenze nella media della passata legislatura, anche se nel 2009 il loro numero è fortemente diminuito rispetto al 2008 ( solo 18 rispetto ai 41 del primo anno della legislatura), forte incremento (+60%) delle proposte di legge di iniziativa parlamentare licenziate dalle Camere, contributo emendativo più che significativo da parte delle opposizioni nell’elaborazione dei provvedimenti. Questi in sintesi i numeri dei primi due anni del Governo Berlusconi che emergono dal rapporto redatto dagli uffici del Ministro Elio Vito, titolare del Ministero dei Rapporti con il Parlamento.
In particolare il rapporto fa il punto sull’utilizzo della decretazione di urgenza. Da gennaio 2009, nonostante le ulteriori emergenze, tra cui il terremoto in Abruzzo, il ricorso alla decretazione d’urgenza è diminuito, assestandosi su una media pari a 1,9 decreti al mese. Non solo: nel 2009 sono stati deliberati, appunto, soltanto 18 decreti legge, la cifra più bassa dalla fine degli anni ’60. Nel biennio oggetto del rapporto il Governo ha adottato 59 decreti legge, con una media di 2,4 decreti legge al mese. Nei corrispondenti periodi delle precedenti legislature, la media mensile di decreti legge deliberati dal Consiglio dei Ministri era stata, rispettivamente, di 4 decreti nella XIV legislatura e di circa 2 al mese nella XV. Un elevato numero di decreti (10 nel bimestre maggio-giugno 2008 e 12 nel settembre-ottobre dello stesso anno) è stato adottato in connessione a gravi emergenze: nel primo periodo in materia di rifiuti in Campania, Alitalia e criminalità e nel secondo in conseguenza della crisi dei mercati finanziari internazionali.
I numeri: Sono stati 146 gli atti legislativi approvati definitivamente su un totale di 194 provvedimenti adottati dal Consiglio dei Ministri: un dato che sottolinea il notevole incremento della percentuale, pari al 75%, di approvazioni a dimostrazione di un saldo continuum tra maggioranza parlamentare e Governo. Nel corrispondente periodo della precedente legislatura (II Governo Prodi), su un totale di 224 provvedimenti governativi, ne erano stati approvati solo 106 (pari cioè al 47%); mentre nella XIV legislatura (II Governo Berlusconi), su 327 provvedimenti deliberati ne erano stati approvati 184 (pari al 56%). Quindi, il Governo ha concentrato l’attività di iniziativa legislativa in un minor numero di provvedimenti che hanno avuto una maggiore percentuale di conclusione, con un’inversione di tendenza rispetto alle precedenti legislature. Una situazione ancora più positiva se si esaminano i provvedimenti di ratifica dei trattati internazionali. Di 83 disegni di legge presentati ben 67 sono stati approvati, e dunque quasi l’81%. Nel corrispondente periodo della precedente legislatura il Governo Prodi – si legge nel rapporto del ministro Vito – aveva presentato 75 disegni di legge, di cui solo 41 approvati (pari, dunque, a circa il 55%).
Nel biennio sono state approvate definitivamente 21 proposte di legge di iniziativa parlamentare, ben 8 in più rispetto a quelle approvate nella scorsa legislatura, con un incremento, quindi, di oltre il 60%. Un dato – sottolinea il ministro nel suo documento – che dimostra come l’iniziativa parlamentare abbia trovato maggiore spazio rispetto ai tempi del Governo Prodi – Gli emendamenti e l’opposizione: Nell’iter di approvazione dei disegni di legge sono stati approvati ben 1.719 emendamenti: il 26% proposti dalle opposizioni, in numero maggiore di quelli proposti dal Governo (21%). Per quanto riguarda i decreti-legge, il Parlamento è intervenuto a modificarne il testo nella quasi totalità dei casi, apportando complessivamente 1.411 modifiche. Anche in sede di esame dei decreti un numero non trascurabile di emendamenti approvati è stato di iniziativa dei parlamentari delle opposizioni. Sono stati approvati 211 emendamenti proposti dalle opposizioni, per una percentuale pari a quasi il 15% del totale, una cifra superiore, anche in questo caso, a quelli di iniziativa governativa (177, corrispondenti circa al 12%). La significativa condivisione in sede parlamentare è resa evidente anche dal fatto che un terzo dei provvedimenti di iniziativa governativa (24 disegni di legge e 45 decreti legge) sono stati approvati con il voto favorevole di tutti i gruppi. Ciò senza tener conto dei disegni di legge di ratifica, sempre approvati (tranne in un caso) con il consenso di tutti i gruppi.
La fiducia: Il Governo ha fatto ricorso alla questione di fiducia 32 volte su 20 provvedimenti, di cui 16 decreti legge e 4 disegni di legge. Nella XV legislatura il Governo Prodi ha posto la fiducia per 27 volte su 14 provvedimenti (9 su decreti legge e 5 su disegni di legge). Considerato che il Governo Prodi si dimise il 24 gennaio 2008, prendendo a riferimento questa data, il numero delle fiducie del Governo Prodi corrisponde a quelle chieste dal Governo Berlusconi nel medesimo periodo di tempo (27 nei primi 21 mesi). In rapporto al totale delle leggi approvate, il Governo Berlusconi ha fatto ricorso alla fiducia in misura leggermente inferiore al Governo Prodi. Nel caso delle leggi finanziarie l’attuale Governo ha posto una sola volta la fiducia rispetto alle nove del Governo Prodi. I tempi della decisione parlamentare: Rimane molto alto il tempo medio di approvazione dei disegni di legge che risulta pari a 8 mesi. Il fattore tempo è un elemento decisivo nella concreta configurazione delle procedure decisionali ed acquista importanza ancora maggiore tenuto conto che i processi di globalizzazione economica e sociale e la concorrenza fra gli ordinamenti esigono risposte non solo efficaci nel merito, ma anche rapide. Il problema centrale delle procedure legislative rimane, quindi, quello della certezza dei tempi di decisione. Questi temi possono trovare soluzione nell’ambito delle modifiche regolamentari e costituzionali che il Parlamento intenderà promuovere e alle quali il Governo guarda con particolare attenzione.
