Iran. Ahmadinejad, in Israele dubbi su accaduto

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Iran. Ahmadinejad, in Israele dubbi su accaduto

04 Agosto 2010

Sono improntati a cautela, con qualche venatura di scetticismo, i primi commenti israeliani al presunto tentativo d’omicidio nei confronti del presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, nemico pubblico numero uno dello Stato ebraico.

Fra le prime analisi spicca quella di Zvi Harel, esperto di questioni iraniane, comparsa in queste ore sull’edizione online di Haaretz in forma quanto mai dubitativa. Harel osserva che non vi sono informazioni credibili a cui appigliarsi e che anche le ricostruzioni ipotetiche al momento latitano. Da un lato sottolinea come le fonti ufficiali di Teheran stentino persino a ipotizzare che qualcuno possa osare seriamente attentare all’incolumità fisica di Ahmadinejad. Dall’altro, nota come stavolta anche fra i siti e i blog vicini all’opposizione iraniana non siano saltati fuori dettagli, foto o filmati. E conclude che per ora gli stessi esperti israeliani non possono parlare se non di una «presunta granata» contro il convoglio presidenziale iraniano.

Non che Ahmadinejad manchi di nemici potenzialmente interessati ad assassinarlo, puntualizza Harel. E non solo fra gli "attori esterni" che considerano la politica del regime degli ayatollah un pericoloso fattore d’instabilità globale e i programmi nucleari iraniani un incubo minaccioso. Ci sono infatti da considerare i focolai di ribellione interna, a cominciare da quelli alimentati dalle minoranze etnico-religiose del Balucistan (regione a cavallo dell’esplosivo confine con il Pakistan), di Ahwaz (territorio a forte presenza arabo-sunnita in un Paese dominato dagli sciiti) o della zona curda.

Tutte aree, rileva l’analista israeliano, soggette a repressioni ricorrenti e nelle quali esistono da tempo gruppi dediti alla lotta armata. Lotta armata che peraltro, riprende Harel, è stata in grado di partorire finora – a quanto è dato sapere – un solo attacco serio alla vita di Ahmadinejad: nel dicembre 2005, durante una visita nel Sistan-Balucistan segnata da un attentato in cui "furono uccisi l’autista e una guardia del corpo del presidente". Un precedente isolato che, in mancanza di elementi certi, non sembra poter dare ancora sostanza all’ipotetico agguato di oggi. Tanto più di fronte al silenzio della macchina della propaganda iraniana che – sostiene Harel – si è ben guardata in queste ore dal farsi sentire malgrado le ripetute denunce recenti sugli asseriti piani omicidi attribuiti al sempiterno ‘nemico sionistà: denunce rilanciate solo in quest’ultima settimana dal medesimo Ahmadinejad e dal numero uno dell’intelligence di Teheran, Hayder Moshlei.