Iran. Cinque morti per esplosione in petrolchimico

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Iran. Cinque morti per esplosione in petrolchimico

05 Agosto 2010

Cinque operai sono rimasti uccisi per una esplosione avvenuta in un impianto petrolchimico nel sud dell’Iran, il terzo grave incidente del genere registrato nel Paese in poco più di due mesi, con un bilancio complessivo di 13 morti.

L’ultima esplosione, scrive oggi il quotidiano Tehran Times, è avvenuta ieri pomeriggio nel petrolchimico della compagnia Pardis nella città portuale di Assaluyeh, la cui seconda fase era stata inaugurata soltanto il 28 luglio scorso dal presidente Mahmud Ahmadinejad. Lo scoppio, sembra provocato dalla rottura di una conduttura di gas, ha provocato un gigantesco incendio che ha completamente distrutto una sezione del petrolchimico. Il 24 luglio scorso quattro operai erano morti in un’esplosione avvenuta, per cause non precisate, in un altro impianto petrolchimico nel sud dell’Iran, quello di Kharg, nella provincia di Bushehr.

Il 29 maggio nel campo petrolifero di Naftshahr, nell’ovest dell’Iran, un’altra esplosione aveva provocato la distruzione di una piattaforma e la morte di quattro persone, dando inizio ad un incendio che era stato spento solo 38 giorni più tardi. Anche in quel caso le cause non erano state precisate. Gli Usa e l’Unione europea hanno varato il mese scorso sanzioni senza precedenti per il programma nucleare dell’Iran che vietano ogni nuovo investimento o trasferimento di tecnologia nei settori del petrolio e del gas iraniani. Teheran afferma che potrà sviluppare da sola i suoi impianti e ha annunciato investimenti per 23 miliardi di dollari, mirati soprattutto a potenziare la rete delle sue raffinerie.