Ma al Corriere i titoli li fa Ezio Mauro e i pezzi Vittorio Feltri?

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Ma al Corriere i titoli li fa Ezio Mauro e i pezzi Vittorio Feltri?

05 Agosto 2010

Edizione odierna di Corriere.it, ore 14.05. Titolo di apertura in home page sparato come se fosse chiaro, oramai, che questo governo è finito e che in futuro anche gli alleati più fedeli abbandoneranno la ‘nave alla deriva’ del Cavaliere, come la chiama Ezio Mauro. Ma non divaghiamo. Titolo, “Bossi vede nero: dura andare avanti”, e subito dopo un virgolettato attribuito al leader del Carroccio: “Al voto alleati col premier? Vedremo”.

A un lettore abituato alla frenesia di Internet, alla lettura veloce del web, dove scorri i titoli rapidamente in cerca di informazioni lampo e parole chiave, il titolone del Corriere dà chiaramente l’idea che il Senatur stia preparando un altro di quei colpi di testa che negli anni Novanta lo resero una delle variabili più indisciplinate e fuori controllo dello spettro politico italiano.

E in un contesto come quello giornalistico-internettiano, dove l’aggiornamento delle notizie è continuo, va sottolineato la grande rilevanza che acquista il titolista, una figura professionale che con una sola frase può sconvolgere le idee già piuttosto confuse degli italiani in questo scorcio agostano, dove fra un bagno al mare e una gita all’estero si fa fatica a seguire le evoluzioni (o involuzioni) della nostra politica interna.  

Ma se in un empito di pazienza l’occhio del lettore di Corriere.it fosse caduto sul ‘catenaccio’, sotto il titolone su Bossi, qualche dubbio avrebbe iniziato a serpeggiare nella sua testa, così come ha insospettito noi: “Il leader della Lega: Se si vota noi e il Pdl spazziamo via tutti”, che non suona proprio come un divorzio annunciato. Poi facciamo ‘clic’ per leggere il pezzo e troviamo una manciata di righe lapidarie: “Se si andrà al voto anticipato Umberto Bossi non ha dubbi”, ripetiamo, non ha dubbi, “sul mantenere l’alleanza con il Pdl di Silvio Berlusconi”. Ovvero: “Saremo alleati”.

Per cui ci sono due ipotesi. Quello di Corriere.it è un “wishful thinking”, una pia illusione che il giornale vorrebbe tanto accadesse, ed è per questo che si è fatto prendere la mano intonando il de profundis sul berlusconismo, oppure, e questa ci sembra l’ipotesi più probabile – fidando nella storica moderazione del Corsera – il vero divorzio che si è consumato è quello fra titolisti e redattori. Nel vecchio giornalismo cartaceo erano due figure che lavoravano spalla a spalla in redazione. Internet ha cambiato tutto, ma almeno tra colleghi ci si potrebbe scambiare qualche email…