In Abruzzo Fli mette a nudo le sue fibrillazioni e l’attrattiva di Berlusconi
02 Novembre 2010
“Futuro e libertà ancora in fasce già si sfascia”. Questa corrosiva affermazione del capogruppo PDL in Regione Abruzzo, Gianfranco Giuliante, racchiude in sé quanto accade al nascituro Futuro e Libertà in Abruzzo. Neanche il tempo di formalizzare la struttura dei gruppi consiliari in Regione e negli enti locali (e quindi del partito) ed ecco che la creatura finiana da queste parti registra già clamorosi abbandoni e inaspettati nuovi ingressi, il tutto in maniera dirompente anche sulle pagine dei giornali.
Cosa è accaduto in realtà? Da mesi il Vicepresidente della Giunta, Alfredo Castiglione, già aennino e poi folgorato sulla strada di Generazione Italia ma soprattutto molto legato a Urso, si schiera apertamente per il progetto finiano con un altro ex-An, Emilio Nasuti, Presidente della Commissione Bilancio della Regione, a cui si aggiungerà poi il consigliere regionale Rabbuffo. Castiglione, vero big della preferenza, mentre mantiene la delega assessorile alle Attività Produttive, da una parte pizzica il PDL sui temi della mancanza di democrazia, progettualità, ecc., dall’altra si dichiara un fedelissimo del Presidente della Regione Chiodi, tanto per non scontentare nessuno.
In realtà Castiglione ha la fondata convinzione di restare assessore di una giunta PDL e di divenire contemporaneamente, dopo Mirabello, coordinatore regionale del nascente partito di Fini (con conseguente elezione/nomina al Parlamento?). A lui, quindi, si unisce un discreto seguito di amici, amministratori e militanti pronti per la nuova avventura politica. E tuttavia,come si sa, qualcuno a volte fa le pentole ma non i coperchi; così ecco arrivare la sorpresa che spiazza lui ed altri finiani duri e puri. Si chiama Giampiero Catone, questa sorpresa.
Deputato PdL eletto in Campania, abruzzese d’adozione, orgogliosamente uomo della “prima repubblica”, democristiano di lungo corso, direttore della storica testata “ La Discussione” e (unico?) legale detentore del mitico simbolo elettorale dello scudo crociato. L’Onorevole Catone tratta direttamente con Fini il suo passaggio a FLI e così avviene in un batter d’occhi. Detto fatto e, sarà perche si tratta di un ennesimo deputato utile ad irrobustire il gruppo alla Camera, sarà per le altre qualità che porta in dote, a quel punto Catone scavalca tutti e diviene anche coordinatore regionale di FLI per la regione Abruzzo, con una manovra di stampo dirigista da far impallidire molti.
Peraltro, Catone è così certo del suo patto di ferro col Presidente della Camera da annunciare, proprio in queste ore, di non temere che l’eventuale arrivo in FLI Abruzzo di un altro deputato (si parla infatti di Daniele Toto, designato da Verdini in quota Forza Italia e da sempre aspirante mancato al ruolo di coordinatore del PDL in Abruzzo) possa scalzarlo dal suo incarico di segretario regionale di Futuro e Libertà. Apriti cielo dunque.
Le aspirazioni di Castiglione si sciolgono come neve al sole, le sue convinzioni su un partito/movimento che doveva nascere sotto auspici di novità e rinnovamento si frantumano. Pausa di riflessione per il finiano pentito e, dopo il travaglio, l’annuncio: torno nel PDL. Anzi resto perché – dice – “in tasca ho sempre mantenuto due tessere: quella del PdL e quella dell’Inter”. Ne consegue così anche il suo pubblico invito a tutti gli altri aspiranti futurfiniani a tornare indietro, a non aderire a FLI e a dare ancora forza al PdL.
Ad onor del vero qualcuno dei suoi, momentaneamente, “ex” colleghi del Popolo della Libertà, non gradisce troppo, sostenendo che un partito non può e non deve seguire il meccanismo delle sliding doors. Ma il figliol prodigo va sempre onorato. Ed infatti ad esprimere una giustificata soddisfazione a nome di tutto il Popolo della Libertà è il Coordinatore Regionale del PDL, il senatore Filippo Piccone che, insieme al Presidente dell’Abruzzo, lo (ri)accoglie a braccia aperte durante una affollata conferenza stampa. E questa francamente sembra essere una scelta politicamente opportuna e lungimirante.
Il perché è presto detto: il “ritorno” di Castiglione (e dei suoi amici, sostenitori ed amministratori vari, sparsi un po’ dovunque) rappresenta una vittoria per il PdL, rafforza al tempo stesso il partito e la maggioranza di governo regionale, testimonia quanto resti alto il valore attrattivo di Berlusconi, depotenzia molto le capacità di aggregazione di FLI perlomeno in questa regione. Ma è anche un segnale di più ampia portata poiché mette a nudo, con evidenza mediatica, una di quelle tante fibrillazioni che il FLI appena nato, prima ancora di imparare a camminare, sembra registrare in tutto il Paese.
