Berlusconi firma l’accordo con Confindustria e Abi per le Pmi

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Berlusconi firma l’accordo con Confindustria e Abi per le Pmi

16 Febbraio 2011

Il premier Berlusconi va in conferenza stampa a Palazzo Chigi con Giulio Tremonti e affronta molti argormenti, dalle misure per la ripresa economica alle infrastrutture; dal problema della qualità della classe dirigente meridionale ai conti pubblici fino ad arrivare al nucleare. 

Al margine di un incontro con i vertici di Confindustria, Emma Marcegaglia e il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, Berlusconi illustra le misure discusse. Riguarderebbero in particolare le piccole e medie imprese (Pmi) come la proroga della moratoria del debito e misure fiscali di sostegno agli imprenditori.  

Sulla crescita, Berlusconi ha voluto rispondere a quelli che il premier ha definito "opinionisti di giornale" che avrebbero sottolineato il divario tra la crescita economica italiana e quella di altri paesi europei. "Si è fatto notare che l’Italia cresce meno di altri. – ha affermato il capo del governo – Come sappiamo l’Italia è cresciuta del 1,1% nel 2010. Coloro che sottolineano come altri in Europa crescano di più: la Francia è cresciuta ad esempio al 1,5% nel 2010, non dovrebbero stupirsene".

Il premier ha continuato, affermando che "sull’Italia pesa un enorme debito pubblico che ci trasciniamo dietro dal ’92. Abbiamo un divario del 50% sul piano infrastrutturale rispetto ai nostri competitori europei come Francia e Germania. Abbiamo una burocrazia lenta e piena di privilegi".

Ma lettura del suo cahier de doléances non finisce qui: "La giustizia italiana, non ne parliamo neanche: servono otto anni per un procedimento di diritto civile per ottenere pronunce nei tre gradi di giudizio. E soprattutto abbiamo un enorme debito energetico: l’Italia importa dall’estero la gran parte della suo fabbisogno energetico per colpa degli ecologisti". 

Il premier Berlusconi, sollecitato da un giornalista, si è inoltre pronunciato sulla possibilità che il suo governo introduca una tassa sul patriomonio per far fronte al mastodontico debito pubblico italiano: "Noi – ha affermato il premier –  la patrimoniale non la faremo mai". 

E sulle misure pro-crescita Berlusconi ha affermato che: "il governo è al lavoro per la riforma fiscale e le liberalizzazioni: e se ci si chiede come mai non le abbiamo fatte in due anni e mezzo, rispondo che c’è stato il freno della componente statalista dei finiani che ha fermato ogni riforma, come quelle della giustizia civile e penale".

Berlusconi evita di rispondere nel merito alla domanda postagli in conferenza stampa, sulla possibilità che tutta la vicenda Ruby possa compromettere la capacità del governo italiano di sponsorizzare con successo la candidatura di Mario Draghi, attualmente governatore della Banca d’Italia, per la presidenza della Bce: "Lei non è compos sui (non è padrone di sè ndr), poi vada a farselo tradurre…".

Il presidente del consiglio si è infine concesso anche una battuta sul meridione: "Abbiamo un grave problema di classe dirigente al Sud. Su 80 miliardi messi a disposizione ne sono stati spesi solo 8".