Speriamo che a Napoli vinca davvero il migliore

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Speriamo che a Napoli vinca davvero il migliore

11 Aprile 2011

La campagna elettorale a Napoli è ai nastri di partenza. Tutti i candidati si preparano al segnale del via. Da destra a sinistra, passando per il centro, si scaldano i motori in vista di una gara che si prefigura senza esclusioni di colpi e con slogan, promesse, impegni più o meno veritieri. Ovunque, disseminate nella città partenopea, si leggono già frasi ad effetto, accomunate tutte da miracoli annunciati. In esse il cittadino, un po’ sognatore, un po’ distratto o semplicemente speranzoso, si perde ed immagina, al pari di un personaggio pirandelliano, la realtà che ognuno di noi vorrebbe; poi, però, come rinvenuti nel mondo, siamo catapultati in un contesto pessimo, denigrato e denigrante, fatto di smog, traffico, delinquenza, abusivismo, mancanza di senso civico, immondizia, incapacità gestionale ed amministrativa; una brutta e deprimente realtà, in buona sostanza. Ed allora non di rado, appunto, ritorna in mente la “filosofia” pirandelliana dell’incapacità di stabilire e riconoscere la realtà: "Così è (se vi pare)", scriveva lo scrittore siculo.

Napoli è sull’orlo del tracollo non da ieri, ma da vari anni. I responsabili: tutti, quindi nessuno. La verità è così difficile da appurare che ogni indagine si presenta tanto poliedrica che ognuno di noi si fa un’idea propria, chiaramente diversa dalle altre. E la campagna elettorale, in questo contesto, è quanto di peggio ci possa essere: un continuo rimbalzarsi di responsabilità, che ognuno esorcizza additandole ad altri.

Il dato che merita una riflessione è che tutti gli slogan, di destra come di sinistra e centro, invocano il cambiamento. Viene da domandarsi come sia possibile che chi ha governato in questi ultimi 17 anni possa osare tanto. C’è qualcosa che non torna. Questa è la prova della fallimentare gestione del centro sinistra e della sua incapacità di prenderne atto e fare un passo indietro, almeno di ammissione, per amor proprio e della cittadinanza, di aver mancato tutti i traguardi egli obiettivi prefissati.

Altro dato che merita una riflessione è che fino a questo momento tutti i candidati si sono tenuti ben lontani dal confrontarsi con il problema immondizia: puro tatticismo o consapevolezza dell’incapacità della politica locale, da sola, di venire al bandolo della matassa?

Volontariamente e polemicamente abbiamo preferito non fare nomi di candidati e rispettivi partiti: è un modo per richiamare l’attenzione verso una politica che deve servire Napoli e non servirsene. Quello che possiamo augurarci è che da ogni parte vi sia la volontà di amministrare il capoluogo partenopeo per restituirgli il ruolo di città-regina che gli compete nel Mezzogiorno e in Italia.

Tutto si può fare e ci si deve aspettar che venga fatto, ma sempre e solo attraverso un elevatissimo senso di responsabilità, dedizione al lavoro e merito; soprattutto la meritocrazia deve essere uno dei cavalli di battaglia, non già della campagna elettorale, ma dell’impegno del futuro Sindaco di Napoli, perché ogniqualvolta non si rispetta il merito, ma la raccomandazione o la “conoscenza personale” è come se la città e l’intera società civile accendesse un mutuo dal quale non ricava nessun beneficio, ma si ritrova solo a pagare per qualcosa e qualcuno che non solo non produce, ma tentando di operare lo fa in modo dannoso. E Napoli questo non se lo può più permettere.