La situazione della sanità Molisana è delicata ma si avvia il risanamento del deficit
21 Aprile 2011
Dopo un lungo braccio di ferro e molte polemiche è stato trovato l’accordo in Conferenza Stato-Regioni sul riparto del fondo sanitario nazionale: per il 2011 verranno trasferiti dal governo alle Regioni oltre 106 miliardi di euro. Al Molise andranno circa 568 milioni di euro. Una somma che servirà a finanziare le strutture sanitarie per l’anno in scorso, a cui si è arrivati dopo i mal di pancia del governatore, Michele Iorio, manifestati nelle ultime settimane. Sì, perché quando si parla di sanità, in Molise, si solleva sempre un polverone.
La questione è sempre un tema molto caldo. E a confermarlo è la visita che, nei giorni scorsi, è stata fatta dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio. In Regione ha confermato: “Il piano di rientro sanitario non è stato studiato per risparmiare ma per curare meglio i cittadini”. Un segnale positivo da parte del governo dopo le difficoltà – registrate la scorsa settimana – dal tavolo tecnico istituito presso il ministero dell’Economia, che ha segnalato nuove criticità sui progetti di rientro dal deficit della Regione.
Ma, nei fatti, la questione del ripiano dei conti in rosso ancora non è stata superata. Parallelamente, in questi giorni, è stata ultimata – e presentata – l’indagine conoscitiva (avviata a giugno del 2008) sulla situazione delle cure d’urgenza nelle diverse Regioni.
Al di là dell’aspetto finanziario – anche se la questione non può prescindere dalle risorse – il Molise non se la passa benissimo. Per quanto riguarda il numero annuo di prestazioni effettuate dai DEA, i dipartimenti di emergenza e accettazione, i dati parlano chiaro: in Regione si è al di sotto della media prevista per giustificare a presenza di DEA (stimata in 50/55mila prestazioni annue) con circa 31mila prestazioni. Secondo quanto risulta dall’indagine, in Molise sono del tutto assenti le procedure specifiche integrate per patologia, così come non ci sono programmi per la verifica e la promozione della qualità prestata.
Per quanto riguarda, invece, la gestione delle patologie di natura cardiaca, l’indagine definisce “grave” la situazione in Molise, all’interno di un quadro al Sud che vede il 54,5% delle strutture del Sud dichiarare la mancanza della rete integrata per la gestione di problematiche di natura cardiaca. Gli ospedali molisani, secondo le conclusioni dell’indagine, nel 100% dei casi dichiarano di non seguire un protocollo di valutazione del dolore toracico.
Difficile, in Regione, anche la gestione organizzativa della Centrale operativa 118, nel coordinare il trasporto protetto e farsi carico in modo adeguato dell’emergenza: nel 100 per cento dei casi non esiste il coinvolgimento della CO 118. Non vengono rispettati, sempre nella totalità dei casi, i tempi relativamente alla presa in carico di diagnosi ed eventuale trattamento dell’ictus ischemico acuto. I dirigenti ospedalieri molisani prestano “scarsa attenzione”, quindi, alla definizione di un “Piano Nucleare Batteriologica Clinica Radiologica (NBCR)”.
A livello di personale, in Molise è “compromessa” la situazione relativamente ai programmi di formazione uniformi dei dipendenti che operano nel sistema di emergenza-urgenza. Infine, tra i dati presentati, ne spicca uno: al Sud, Molise compreso, il numero dei mezzi su cui sono presenti medico e infermieri è tre volte superiore rispetto al Nord. A fronte di un servizio che, molto spesso, è effettivamente più scadente.
