Con la “family card” si imbocca la strada del welfare mirato
22 Aprile 2011
di V. S.
C’ è il progetto "Family Card", carta di credito familiare: ne hanno distribuite più di 20 mila alle famiglie con almeno un figlio a carico sotto i 26 anni e fa avere sconti in negozi, cinema, palestre, cliniche private. C’ è il progetto "Conciliazione dei tempi famiglia-lavoro", che poi vuol dire tentare di rendere il più possibile compatibile, se non proprio armonioso, l’ equilibrio tra il carico domestico e gli impegni professionali: magari piazzando una fermata del bus a due passi dall’ azienda o consentendo alle mamme di fare la spesa online dall’ ufficio o creando un asilo nido interno o anche solo aprendo una lavanderia di quartiere.
Ci sono anche le tagesmutter, che detta alla tedesca fa impressione, ma in realtà sono le cosiddette "mamme di giorno", le balie di un tempo: operatrici, collegate ad associazioni e inserite in uno specifico albo comunale, che offrono cura e accoglienza, in casa propria, a figli (da zero a 14 anni) di altre donne. Lo chiamano "Welfare alla parmigiana" e la sua originalità, più che i singoli progetti (alcuni dei quali mutuati da altre realtà, altri innovativi), è quella di ruotare attorno ad un’ Agenzia per la Famiglia, la prima creata in Italia: un organismo comunale che ha il compito di marcare stretto i vari assessorati, "colorando di famiglia – come dice la responsabile Cecilia Maria Greci – ogni azione messa in campo".
Un progetto trasversale, che sul sostegno alla famiglia coagula e coinvolge i più svariati segmenti cittadini: "Un centinaio di cooperative – prosegue Greci -, aziende come Parmalat e Barilla, e poi l’ università". La giunta civico-polista del sindaco Pietro Vignali, su questa frontiera, ci ha messo la faccia, e pure un sacco di soldi. Ieri il sottosegretario Carlo Giovanardi, intervenuto alla firma del primo Manifesto europeo per la famiglia, ha constatato con mano il divario tra i fondi che lo Stato eroga su questo fronte (170 milioni di euro per tutta Italia) e quelli investiti dalla sola Parma nel 2009 (120 milioni).
Un tempo si diceva "dalla culla alla tomba", riferendosi ad un welfarismo onnivoro e onnipotente, Vignali e la sua squadra provano invece ad imboccare la strada delle scelte mirate e un mese fa il consiglio comunale ha approvato all’ unanimità il "Quoziente Parma", che, attraverso nuove modalità di calcolo, offre una fotografia più completa della famiglia e dei suoi carichi (figli, condizioni lavorative, eventuali invalidità, anziani), consentendo l’ accesso scontato ai servizi comunali. Da ieri, con il Manifesto europeo, il Welfare alla Parmigiana si affaccia in Europa. E il modenese Giovanardi, nel complimentarsi, dà fondo al campanilismo più feroce: "Modena confina con Parma perché in mezzo non c’ è nulla…". Dove il nulla sarebbe la "rossa" Reggio.
