La P4, Bisignani e il processo in edicola

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La P4, Bisignani e il processo in edicola

21 Giugno 2011

Che lenze questi Pubblici Ministeri. Costruiscono un’indagine da mille e una notte, mettono insieme faldoni e faldoni di intercettazioni e interrogatori, compongono una fantasmagorica narrazione che manco Tom Clancy al suo meglio, e quando il Gip dice che è tutta spazzatura, trasferiscono tutti gli atti ai giornali.

In realtà non è più neppure chiaro se i nostri pm d’assalto ambiscano o meno andare in tribunale a misurarsi con le prove e i riscontri. Con la stampa corriva e assetata di sangue che si ritrovano, dà molta più soddisfazione finire sui giornali. Direttori e capiredattori non si mettono a spaccare il capello in quattro: sarà reato o non sarà reato, sarà vero o falso, ci sono prove o meno? Tutto tempo perso. Il processo mediatico è sempre per direttissima e nel calderone dello sdegno tutto fa brodo e tutti sono colpevoli.

L’impressione è che inviare gli atti delle inchieste al Gip sia ormai una fastidiosa procedura burocratica. Il Gip respinge, ma il ricorso è già pronto. E con il ricorso i pm possono depositare i loro faldoni,  e in men che non si dica la spazzatura si riversa sulle prime pagine. In alcuni casi (vedi Fatto Quotidiano) le carte arrivano anche prima del ricorso. Ma si sa, gli amici sono sempre gli amici e ci vuole un occhio di riguardo.

Il più è fatto: i coraggiosi cronisti giudiziari, questi impavidi segugi, fanno tutto il resto. Titoli a effetto, commenti scandalizzati, sputtamento a raffica, foto, video, editoriali moraleggianti: dibattimento, sentenza e condanna.

La cosa buffa è che di tutte le accuse scagliate contro Bisignani (perchè è anche di lui che parliamo, ve ne sarete accorti) quella rimasta in piedi  (sono cadute subito sia l’associazione per delinquere che l’associazione segreta) è "violazione di segreto istruttorio". Ma fateci il piacere…