Sanità, dalla Regione una terapia d’urto contro le liste d’attesa

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Sanità, dalla Regione una terapia d’urto contro le liste d’attesa

30 Agosto 2011

Liste d’attesa? No grazie. La Regione Abruzzo scende in campo e mette a punto una cura d’urto contro uno dei problemi che maggiormente assillano i cittadini. Ad assicurarlo è il direttore generale della Asl di Avezzano Sulmona, Giancarlo Silveri. In particolare la Asl da lui guidata si avvarrà delle strutture sanitarie private presenti sul territorio provinciale per snellire le liste di attesa, con particolare riferimento alla diagnostica per immagini. Ma si tratta solo di un primo passo, perché l’accordo è parte integrante del contratto che la Regione sta sottoscrivendo con le Asl abruzzesi e che sarà operativo dal 10 settembre, con validità biennale, per gli anni 2011-2012.

"Nei giorni scorsi – ha annunciato Giancarlo Silveri –  insieme al sub-commissario alla sanità, Baraldi, ho incontrato gli operatori della sanità privata per mettere a punto un’ipotesi di accordo e di integrazione dei servizi". Si parte, dunque, con Villa Letizia dell’Aquila, con la clinica Di Lorenzo, la Nova Salus e la Ini Canistro di Avezzano, Immacolata di Celano e con il San Raffaele di Sulmona.

Il meccanismo è semplice: attraverso una più ampia disponibilità dei contratti in essere, l’azienda sanitaria potrà disporre prioritariamente delle prestazioni erogabili dai privati. In questo modo si arriverà presto “ad un’unificazione delle agende, che consentirà alla Asl – continua Silveri – di scegliere ciò di cui ha realmente bisogno e di avvalersi di un supporto concreto, secondo le necessità, in un’ottica di integrazione dei servizi, nell’interesse reciproco. Un sistema che si tradurrà nello snellimento delle liste di attesa che, in alcuni casi, arrivano fino a febbraio del prossimo anno". La Asl ha definito, attraverso un monitoraggio, le criticità esistenti, soprattutto nella diagnostica per immagini. E gli utenti che hanno già prenotato visite specialistiche e controlli strumentali riceveranno una telefonata dai nostri operatori e potranno scegliere di anticipare l’esame nella struttura privata più vicina. Da sottolineare che l’accordo con la Regione ha eliminato anche la distinzione, nel tetto di spesa dei privati, tra prestazioni regionali ed extraregionali. Insomma, conclude il manager: "E’ in arrivo una mini-rivoluzione”.

E sempre sul versante sanità, proprio nei giorni scorsi, il commissario Gianni Chiodi e il subcommissario Giovanna Baraldi hanno approvato il nuovo piano operativo 2011-2012, con le variazioni chieste dal tavolo di monitoraggio e soprattutto con i dati dei bilanci d’esercizio 2010 delle Asl che sono parzialmente difformi rispetto ai dati del IV trimestre 2010 registrati nella precedente bozza del piano. Una difformità che ha permesso a Chiodi di annunciare il sostanziale pareggio di bilancio della sanità, con un avanzo di circa 1,6 milioni di euro. Ora il Piano operativo, pubblicato sul Bura del 19 agosto, sarà di nuovo trasmesso al tavolo di monitoraggio per la vidimazione conclusiva (e non dovrebbero esserci sorprese). Nel frattempo Chiodi e la Baraldi, alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva, dovranno mettersi al lavoro per la redazione del Piano sanitario, la cui approvazione, se i conti del 2011 confermeranno l’avanzo del bilancio sanitario regionale, potrebbe portare al superamento del commissariamento. Un passaggio che Chiodi attende con ansia, per verificare la ritrovata affidabilità della politica nella gestione della sanità, un settore che in passato la politica ha puntualmente fatto deragliare. Il Piano sanitario dovrebbe essere approvato in settembre, secondo il dettaglio della manovra finanziaria. Ma si tratta di un termine non perentorio. Il presidente della Regione ha infatti più volte annunciato di voler procedere alla redazione del piano discutendolo con i sindacati e le opposizioni.

Per completare il quadro, vanno ricordate le due “manovre” estive. La prima è la forzata introduzione, per decreto ministeriale, del ticket di 10 euro per le prestazioni specialistiche ambulatoriali, che in Abruzzo sarà pagato dalle famiglie con un reddito superiore a 36.151 euro l’anno. Secondo Chiodi il provvedimento toccherà il 30% degli assistiti, il restante sarà esente per reddito o per patologia. La seconda, è lo sblocco deciso dal governo di 255 milioni di euro a favore del sistema sanitario regionale. Risorse che, assieme a 40 milioni del fondo per il terremoto,  saranno girati alle Asl per investimenti nella sanità territoriale.