Il talento in 3D di Pina Bausch
19 Novembre 2011
Presentato a Berlino fuori concorso, acclamato ed ampiamente atteso in Italia, è giunto alla seconda settimana in sala, distribuito dalla Bim, il film di Wim Wenders omaggio a quella che è considerata la più talentuosa coreografa del XX secolo: Philippine Bausch, meglio nota come “Pina Bausch”.
Wenders, aiutato da eccellenti riprese in 3D, riesce a catapultare lo spettatore sul palcoscenico e in quei luoghi che sono stati sede e cuore della compagnia creata dall’artista, la leggendaria compagnia Tanztheater Wuppertal.
Accade così di dimenticarsi di essere in una sala con degli scomodi occhiali di plastica sul naso, per immergerci e fonderci in un mondo incantato di poesia, genio e leggerezza. Gli artisti si esibiscono con grazia e perfezione angelica in mezzo alle raffinate apparecchiature di ripresa, studiate ad hoc per il film, eseguendo alcuni delle coreografie classiche del repertorio della Bausch.
Wenders ci fa entrare nella straordinaria creatività dell’artista attraverso le parole, i volti e la danza di chi ha lavorato con lei durante la sua lunga e brillante carriera, straordinari ballerini ispirati dalla musa e maestra, vero deus ex machina di questa scuola che propone una nuova interpretazione del corpo e del movimento corporeo.
Tutto dunque si combina in una piacevole armonia: le musiche, le location, le scene e gli eleganti costumi indossati dai ballerini, che ci rapiscono senza poter distogliere un attimo gli occhi da quello schermo che mai è stato più magico. Un incantesimo da cui non si vorrebbe riemergere. E invece l’incantesimo si spezza pian piano, lasciandoci con le parole di Pina “Danza, danza, altrimenti siamo peduti!”. Avvolti da una musica ipnotica si accendono le luci. Ci ritroviamo sulle nostre sedie e dentro i nostri corpi, che percepiamo (forse) con una nuova consapevolezza.
Wenders è riuscito a regalarci ancora una volta un film di grande impatto visivo ed emotivo, su cui la Germania ha voluto scommettere candidandolo per la corsa agli Oscar 2012 nella categoria del miglior film in lingua straniera.
