Salva l’Italia con il lavoro
12 Aprile 2012
Il governo Monti vuole combattere la "precarietà" del lavoro giovanile riducendo il numero dei contratti "instabili" (8 su 10, secondo uno studio della Uil). Più apprendistato, dunque, sulla scia del governo Berlusconi. Meno partite Iva, meno collaborazioni a progetto, meno tirocini, e la fine della "Repubblica degli stagisti". Eppure l’apprendistato non è mai decollato, e tocca solo il 15 per cento dei giovani…
Le partite Iva invece sono un popolo, le collaborazioni a progetto una prassi ben consolidata, mentre lo stage, pur nelle sue criticità, rappresenta il primo effettivo ingresso nel mondo del lavoro: il momento di distacco dagli studi, dall’inadeguatezza pratica dell’università di massa, e dal "welfare familiare".
Se la riforma passerà, ci sarà dunque una "presunzione di subordinazione" verso le aziende che mascherano forme di lavoro atipiche con il lavoro subordinato. Nobile intento, ma che in un certo senso mette dei paletti all’ingresso nel mondo del lavoro: la domanda che nasce, quindi, non è se sia giusto farlo ma se questo era il momento opportuno.
Per le aziende i contratti a termine diventano più gravosi dal punto di vista contributivo e a risentirne potrebbero essere (ancora una volta) gli atipici. L’idea è di andare comunque verso una stabilizzazione, che all’inizio riguarderebbe pochi soggetti e poi lentamente gli altri, con le corrispondenti azioni messe in atto dal governo per lo sviluppo economico.
Ma c’è questo sviluppo? I dati dicono che attualmente l’occupazione giovanile è crollata nella fascia di età tra i 15 e i 34 anni. Se nel 2008 il tasso di disoccupazione era del 21,3%, nel 2011 il dato è arrivato al 32,6%. Il calo riguarda in parte anche la fascia dei quarantenni. Nessuna nuova notizia, invece, sul fronte del cuneo fiscale.
È per questo motivo che vi chiediamo – soprattutto se siete Under 35 – cosa ne pensate della riforma del lavoro applicata ai giovani (ma anche ai meno giovani). Credete che i contratti a progetto siano di per sé il male incarnato (magari andrebbero solo valorizzati) o invece pensate che la strada giusta è quella dell’apprendistato? Davvero tutti gli apprendisti un giorno diventeranno stregoni a tempo indeterminato? L’invito che vi facciamo, allora, è semplicemente quello di raccontare la vostra storia. Una storia che sia d’esempio, che porti una testimonianza e, soprattutto, una proposta.
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