Banche Popolari e famiglie: un legame sempre più forte
11 Settembre 2012
Le manovre varate negli ultimi anni al fine di riequilibrare l’andamento dei conti pubblici, hanno avuto un impatto notevole sui redditi delle famiglie italiane. Tale politica di bilancio impatta sui bilanci familiari principalmente attraverso misure caratterizzate da prelievi, o tagli dei trasferimenti, e stanno determinando ampie contrazioni del loro potere d’acquisto.
Le recenti inchieste congiunturali svolte dall’Istat mettono in evidenza le crescenti difficoltà che le famiglie incontrano nell’affrontare la fase attuale: in particolare si è ridotta drasticamente la percentuale di famiglie che dichiara di essere nella condizione di risparmiare, mentre si è decisamente innalzata la percentuale di quanti dichiarano di spendere più di ciò che guadagnano, dovendo quindi intaccare i propri risparmi o ricorrere a debito. Un quarto dei cittadini europei ritiene alto il rischio di non poter affrontare una spesa imprevista di mille euro nei prossimi dodici mesi, ed un ulteriore 37% dichiara la possibilità di non riuscire a farvi fronte. Tra i grandi paesi europei è proprio l’Italia ad evidenziare maggiori preoccupazioni, sono infatti oltre il 70% gli italiani che ritengono a rischio una spesa imprevista di quell’entità. Ad oggi l’equilibrio finanziario delle famiglie è talmente precario da mettere in discussione anche la possibilità di onorare gli impegni di pagamento e garantire assistenza sanitaria alla propria famiglia.
In un tale scenario uno degli aspetti di maggiore rilievo – che ha assunto spessore via via che la crisi diventava più acuta e che prosegue tuttora – è rappresentato dal ruolo svolto dalla cooperazione bancaria e dalle Banche Popolari. Se da un lato esse hanno incrementato il sostegno alla clientela di riferimento, essenzialmente PMI e famiglie, dall’altro hanno visto un cospicuo aumento del numero dei clienti, cresciuta di oltre il 10% negli ultimi tre anni, e di circa 500mila unità solo negli ultimi 12 mesi. In questi anni di crisi, che hanno visto un milione di nuovi clienti, gli incrementi si sono mostrati piuttosto omogenei in tutte le aree del Paese, seppure con valori più significativi nelle regioni nord-orientali e centrali (rispettivamente +21,4% e +17,8%).
È importante sottolineare il legame virtuoso fra le Banche Popolari, con forti connotazioni di radicamento locale, e le famiglie, verso le quali gli istituti della Categoria hanno mostrato una fiducia sempre crescente, in particolare in questi anni di recessione. La solidità del legame tra Banche Popolari e famiglie è riassumibile in pochi ma decisivi numeri: nei primi sette mesi del 2012 gli istituti della Categoria hanno sostenuto le famiglie con l’erogazione di quasi 4 miliardi sotto forma di finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione. Tale importo rappresenta oltre il 20% dei mutui erogati alle famiglie italiane nello stesso periodo.
Dati positivi emergono inoltre dalla dinamica dei tassi per i prestiti alle famiglie, che nell’ultimo anno si sono mostrati al di sotto del sistema bancario di circa 20 basis point. Ciò è attribuibile alla politica perseguita dalle Banche Popolari, che ha permesso di coniugare sostegno al territorio e solidità patrimoniale, assecondando la domanda di prestiti delle famiglie, già duramente colpite in qualità di “soggetti deboli della crisi”. Le Banche Popolari, si sono quindi fatte carico di una parte di questo costo sociale, dimostrando come sia possibile operare nelle economie locali ed essere parte attiva dello sviluppo sociale ed economico dell’area , assicurando i necessari equilibri alla gestione.
