Quando il “gladiatore” Quagliariello scese nell’arena degli avvocati

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Quando il “gladiatore” Quagliariello scese nell’arena degli avvocati

Quando il “gladiatore” Quagliariello scese nell’arena degli avvocati

28 Novembre 2012

Obiettivamente il fisico del “gladiatore” il senatore Gaetano Quagliariello non ce l’ha. L’appellativo a Bari viene da tempo affibbiato al sindaco Michele Emiliano. E lui il fisico e il carattere (guascone) di chi scende nell’arena contro tutti  ce l’ha.

Eppure per un giorno Bari di “gladiatori” ne ha avuti due: Quagliariello ed Emiliano. E’ stato sabato scorso, 24 novembre, quando il vice presidente del gruppo Pdl ha tenacemente voluto affrontare oltre duemila avvocati giunti a Bari da tutt’Italia, per il Congresso nazionale Forense.

Il clima non era dei migliori. Anzi. Nella cerimonia di apertura il vice presidente della Camera, per altro avvocato, Antonio Leone, era stato subissato dai fischi. Più che per l’antipolitica che sicuramente ha contagiato anche la categoria degli Avvocati, sicuramente contrari alla Riforma Forense, approvata alla Camera e ora in attesa di approvazione definitiva al Senato, ma soprattutto contrari all’ipotesi che nel corso della conversione parlamentare del decreto sullo Sviluppo potesse essere reintrodotta sotto forma di emendamento la mediazione obbligatoria da poco caduta sotto la scure della Corte Costituzionale.

Una Riforma, quella Forense, tanto attesa, ma che lascia scontenti moltissimi avvocati che soffrono una crisi economica come tutto il resto del Paese: una recente ricerca dell’Istat ha sostenuto che circa 140mila avvocati italiani sarebbero a rischio povertà. La Riforma andrebbe, per chi la contesta, anche a peggiorare non solo le entrate, ma anche l’accesso alla professione.

Lo stesso trattamento (fischi e contestazioni) era stato riservato, per la verità, anche ad altri esponenti politici che in qualche modo appartegono a quei partiti (Pd e Pdl) che sostengono il governo Monti. Non è un caso che molti parlamentari pugliesi sia del Pdl sia del Pd, avvocati di lungo corso, abbiano volutamente evitato di prendere la parola, anche nella consapevolezza che il Parlamento in questi anni, nonostante la copiosa presenza della categoria sia alla Camera sia al Senato non ha fatto nulla, ma soprattutto per non essere fischiati.

Bene, Quagliariello, che avvocato non è, sabato mattina avrebbe potuto tranquillamente, come si dice, “non metterci la faccia”, specie dopo la scontata poesia di Nichi Vendola che ha strappato applausi sulla condizione del “carcerario”… Avrebbe potuto non entrare nell’arena per farsi “sbranare” evitando il Teatro Petruzzelli e, invece, ha deciso si scendere, anzi di salire sul palco nonostante la certezza che non avrebbe ricevuto applausi visto che prima ancora che iniziasse a parlare – fin da quando il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari ha pronunciato il suo nome – è stato travolto dalla contestazione e alla fine ha anche ringraziato per l’accoglienza. Fra l’inizio e la fine del trattamento ricevuto Quagliariello avrebbe voluto rassicurare la platea degli avvocati che quell’emendamento indigesto sulla "mediazione obbligatoria" non sarebbe passato, anche per un suo personale impegno in tal senso.

Questione di stile? Non solo, il senatore ha la consapevolezza che il clima politico in Italia è pesante e che la prossima campagna elettorale sarà sicuramente tutta in salita. Ma la minima possibilità di vittoria o, comunque, di ottenere un risultato adeguato a quello che il Paese si attende da un centrodestra serio, lo si ha proprio andandoci a mettere la faccia lì dove sarebbe meglio evitare di andarci. Lo si ha ascoltando la contestazione anche quando questa non ti permette neppure di parlare. Solo un rammarico, gli avvocati rappresentano in qualche modo quella parte di società più culturalmente avanzata. La contestazione di sabato, 24 novembre, per molti versi ha messo in evidenza uno scadimento di una parte della categoria: l’applauso per interrompere un discorso ha la stessa valenza di chi toglie con la forza e la violenza la parola a chi non è gradito. Visto da fuori si ha la sgradevole sensazione che in Italia possa essere in ballo la Democrazia, non il futuro della Riforma Forense.