Ior, il broker non risponde al Gip. Oggi tocca a Monsignor Scarano
30 Giugno 2013
di Redazione
L’inchiesta sui fondi illeciti in un conto dello Ior. Il broker Giovanni Carenzio, 48 anni, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio davanti al gip napoletano Polito. E’ accusato di aver cercato di far rientrare in Italia 20 milioni di euro degli armatori D’Amico. "Era provato, distrutto psicologicamente e per questo motivo ha deciso di chiarire la sua posizione quando si sentirà meglio. E’ molto probabile che renderà dichiarazioni spontanee al pm", fanno sapere i legali. Carenzio è stato arrestato due giorni fa con il responsabile della contabilità del patrimonio Vaticano, Monsignor Scarano, considerato il dominus e l’architetto della operazione, e un ex uomo dei servizi, Giovanni Maria Zit. Secondo il suo difensore, l’alto prelato "chiarirà il suo ruolo e, soprattutto, la sua mancanza di un interesse personale nella vicenda". Carenzio invece è stato descritto come un "piccolo Marcinkus", un faccendiere spregiudicato alla ricerca di visibilità nei giri che contano. In passato era già stato coinvolto lateralmente da altri scandali finanziari.
