Boldrini, quegli “impegni istituzionali” per snobbare Marchionne

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Boldrini, quegli “impegni istituzionali” per snobbare Marchionne

04 Luglio 2013

Laura Boldrini ha gentilmente declinato l’invito di Sergio Marchionne. La presidente della Camera avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia del 9 Luglio nello stabilimento Fiat in Val di Sangro, ma in una lettera all’ad di Fiat Boldrini spiega di avere già "impegni istituzionali in agenda", anche se non perde l’occasione di dire la sua su imprese sindacati e mondo del lavoro. "Affinche’ il nostro Paese possa tornare competitivo è  necessario percorrere la via della ricerca, della cultura e dell’innovazione, tanto dei prodotti quanto dei processi. Una via che non è affatto in contraddizione con il dialogo sociale", spiega, aggiungendo che ”non sarà certo nella gara al ribasso sui diritti e sul costo del lavoro che potremo avviare la ripresa”.  Tagliente quanto basta nella sua eleganza. Per Boldrini non è solo la politica che deve cambiare rotta, ma anche imprenditori e sindacati, ”Per ogni fabbrica che chiude e per ogni impresa che trasferisce la produzione all’estero, centinaia di famiglie precipitano nel disagio sociale e il nostro sistema economico diventa più povero e più debole". Certo però quant’è fitta l’agenda del ministro. Era l’occasione per incontrare un manager che ha saputo conquistare, a modo suo, l’America, un capitano d’azienda che sta per realizzare una fusione storica, ma purtroppo non c’è tempo d’incontrarlo.