Sud Sudan, stop negoziati e nuovi scontri. Esercito verso nord petrolifero

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Sud Sudan, stop negoziati e nuovi scontri. Esercito verso nord petrolifero

05 Gennaio 2014

Non si placano i combattimenti in Sud Sudan tra esercito e ribelli, mentre ad Addis Abeba i negoziati sono stati interrotti dagli oppositori del governo che chiedono di rimettere in libertà i i politici arrestati dopo il presunto ‘colpo di stato’ di dicembre. Il presidente Kiir ne chiede invece il processo. Le truppe dell’esercito intanto avanzano nella regione petrolifera del nord del Paese, con l’obiettivo di riprendersi Bor, la capitale dello Jonglei. Nei giorni scorsi, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato l’invio di nuovi 5.000 caschi blu nel Sud Sudan, come aveva chiesto il segretario generale Ban Ki-Moon. Con la risoluzione Onu, il contingente di peacekeeping nel paese africano ha toccato 12.500 militari e oltre 1300 poliziotti. "Nulla può giustificare la violenza di questa giovane nazione", ha detto BKM dopo il voto chiedendo alle forze politiche locali di sedersi al tavolo del dialogo per evitare che la crisi si trasformi in una guerra su base etnica tra dinka e nuer. "Secondo il capo della missione umanitaria Onu, "Non c’è alcun dubbio per me, il bilancio è di migliaia di morti". Nella sola strage della città di Juba  sarebbero state uccise 5o0 persone e altre 800 ferite.