Governo, se il Pd fa lo sgambetto a Letta e Renzi

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Governo, se il Pd fa lo sgambetto a Letta e Renzi

30 Settembre 2013

di Ronin

E’ iniziato il calcolo con il pallottoliere per verificare i numeri della eventuale fiducia al Letta bis di mercoledì prossimo. Gli esperti di conteggi dicono 19, tanti sarebbero i senatori di cui Letta avrebbe bisogno per avere la maggioranza alla Camera Alta (161 senatori). E gli occhi sono puntati tutti sul Pdl e le sue divisioni interne, forse eccessivamente puntati visto che nei mesi scorsi le sorprese sono arrivate da un’altra parte dell’emiciclo. Letta può sentirsi sicuro dopo il flop di Prodi?

Che farà il Pd nel segreto del voto? "C’è la libertà di coscienza che può restituire all’Italia un governo possibile ed un Paese plausibile", ha detto ieri il ministro Mauro. I piddini potrebbero prenderlo in parola? Ufficialmente la linea è quella dettata dal segretario Epifani, no al voto anticipato, governo di servizio, rafforzato rispetto al Letta 1.0. Calmierare lo spread, votare la legge di stabilità, cambiare la legge elettorale. Linea confermata da Cuperlo: "Si verifichi in Parlamento l’esistenza di una maggioranza in grado di fare la legge di stabilità e di favorire una nuova legge elettorale, per poi restituire la parola agli elettori".

Tendenzialmente una soluzione che starebbe bene anche a Renzi e ai renziani, che avrebbero tempo per fare il Congresso, vincere le primarie, aspettare il voto con la sensazione di avere già la vittoria in tasca (una scena già vista mesi fa). Epifani conferma la data del Congresso, 8 dicembre, e dice che qualsiasi alternativa andrà decisa in modo collegiale. Dà spago a chi in queste ore lavora per il "nuovo progetto con riformisti e veri moderati", come viene definito dai democrats più governisti. Ma siamo sicuri che all’interno del Pd ci sia tutta questa compattezza?

Non è che mercoledì qualcuno giocherà un tiro mancino proprio a Renzi? Il modo migliore per indebolire il candidato in pectore e rottamare anzitempo il rottamatore sarebbe quello di far mancare la fiducia, far saltare i tempi del Congresso e delle primarie, in modo tale che le truppe renziane non riescano a organizzarsi a dovere. Ma se nel Pd, ipotizziamo, qualcuno pensa a questa soluzione dovrebbe anche chiedersi quale sarebbe la reazione di Matteo. Accettare anche questo sgambetto o mollare casa Pd e cercare nuove sponde al centro?