Senato, Berlusconi dice no ma poi fa marcia indietro
06 Aprile 2014
di Redazione
Parlando per telefono a una manifestazione di Forza Italia, Silvio Berlusconi lascia intendere che il sul partito non morirà per le riforme. "Così com’è la riforma del Senato è inaccettabile", dice Berlusconi, "o facciamo una buona riforma o tanto vale chiudere del tutto il Senato". Poi torna a chiedere "l’elezione diretta del Presidente della Repubblica". Ma dopo l’affondo in serata arriva una nota, in cui si spiega che "le critiche rivolte dal Presidente Silvio Berlusconi alla legge di riforma del Senato si riferiscono alla composizione dello stesso così come ipotizzato nel Disegno di Legge approvato dal Governo martedì scorso". Nella nota si legge anche che Forza Italia "resta una convinta sostenitrice della necessità di riformare il Senato, a partire da quanto stabilito nel cosiddetto patto del Nazareno, ovvero la fine del bicameralismo, la fine degli indennizzi dei componenti di quella camera, in modo da non gravare sulle tasche dei cittadini, la designazione degli stessi in modo equo e rappresentativo delle realtà territoriali". Insomma, "Forza Italia è pronta a discutere ogni dettaglio per modificare e rendere più efficiente il Parlamento della Repubblica".
