Sulla riforma del Senato il governo accelera ma si può migliorare
21 Marzo 2014
di Redazione
Si avvicina la discussione sulla riforma del Senato. Secondo Palazzo Chigi il governo e’ pronto a "chiudere il testo della riforma", compreso il Titolo V, entro la fine della prossima settimana. Il premier Renzi ha incontrato sindaci e governatori chiedendo loro "tempi certi" un contributo nella stesura delle riforme. All’incontro hanno partecipato anche il ministro per le riforme Boschi, il sottosegretario Delrio e il ministro per gli affari regionali Lanzetta. "Abbiamo riscontrato", ha detto Lanzetta, "un ottimo clima di collaborazione e la consapevolezza che si tratta di riforme indispensabili per il Paese. Ora ci siamo dati tempi e metodo, con l’obiettivo di chiudere il testo di riforma del Senato e del Titolo V entro la prossima settimana. Si tratta di una grandissima occasione, una scommessa che vogliamo vincere coinvolgendo gli enti locali e i territori, che saranno protagonisti del cambiamento". Il governo si prepara inoltre a presentare un testo unico con le due riforme. Tra le criticità rilevate nell’incontro dai rappresentanti dei territori il rischio di uno squilibrio nella rappresentatività rispetto a Regioni e province autonome come pure la proposta di una nomina da parte della presidenza della Repubblica di 21 componenti della nuova Assemblea. Ma Renzi dovrà fare i conti anche con i suoi alleati di Governo. L’ex ministro delle riforme e ora coordinatore nazionale del Nuovo Centrodeestra, Gaetano Quagliariello, fa sapere che il suo partito ha già depositato da tempo la proposta di riforma del bicameralismo. “La bozza di proposta del governo – ha osservato Quagliariello – ha un punto chiave su cui siamo d’accordo, e cioè che il Senato non dia più la fiducia al governo. Per il resto, rispetto all’idea del governo, è certamente da ripensare la composizione: se infatti il Senato deve diventare una camera di compensazione tra legislatori, i legislatori e cioè le Regioni devono essere molto più presenti dei sindaci; e poi non siamo d’accordo sui ventuno senatori di nomina presidenziale, perché francamente non si avverte alcun bisogno di un’altra dose di nominati". Quagliariello ha anche invitato a una seria riflessione sulle funzioni della nuova camera delle autonomie, un "ruolo di raccordo", reale, "per far sì che a legiferare sia il Parlamento ed evitare che ancora una volta nel conflitto fra Stato e Regioni a scrivere le leggi sia la Corte costituzionale". Quagliariello ha infine annunciato che Ncd terra’ una riunione la prossima settimana per mettere a punto la propria posizione e "migliorare la riforma con un spirito collaborativo".
