“Rialzati Milano”, Berlusconi ai gazebo di Forza Italia
16 Gennaio 2016
Silvio Berlusconi dice no al ddl Cirinnà sulle unioni civili e si concentra sulla campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative a Milano, ripartendo dalle periferie. "Voteremo contro il disegno di legge Cirinnà riconoscendo tuttavia, come sempre, ai singoli parlamentari la libertà di coscienza," scrive Berlusconi su Facebook, ricordando che il ddl Cirinnà "è un matrimonio sotto falso nome, con norme sulle adozioni dei bambini che non convincono e che potrebbero preparare il terreno a pratiche di sfruttamento delle donne".
Dichiarazione, quella del cavaliere, pienamente condivisa dal senatore di Fi Gasparri: "Berlusconi ha ribadito una linea chiara di Forza Italia. Il voto contrario al disegno di legge Cirinnà per le ragioni che anche nella riunione dei gruppi parlamentari sono emerse, l’equiparazione delle unioni civili al matrimonio, il via libera ad adozioni che potrebbero poi, a colpi di sentenze ed interpretazioni, aprire la strada all’utero in affitto". Secondo Gasparri: "Credo che sia dovere nostro mobilitarci in vista del Family day dove, anche senza insegne di partito ma come singole persone, dovremo dare un contributo importante alla riuscita di un grande mobilitazione della società civile che, il 30 gennaio, segnerà certamente uno dei momenti più alti di partecipazione democratica della vita italiana".
Tornando alla campagna elettorale, domani pomeriggio Berlusconi sarà tra i gazebo di Forza Italia per la iniziativa "Rialzati Milano". Lo slogan: "Chi ci crede, vince!". "Abbiamo scelto la periferia, perchè fotografa il fallimento di 5 anni di governo della sinistra a Milano", sottolinea Fabio Altitonante, coordinatore comunale di Fi nel capoluogo lombardo. ”Questo fallimento è certificato con l’abbandono e l’insicurezza imperante nelle periferie. Forza Italia parte da qui. E la presenza di Berlusconi testimonia che il presidente farà la ‘campagna di Milano’ in prima persona nella sua città, perchè siamo in campo per vincere”.
