Guerra in Siria ecatombe da 470 mila morti

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Guerra in Siria ecatombe da 470 mila morti

12 Febbraio 2016

I dati diffusi dal Syrian Centre for Policy Research parlano di 470mila morti nella guerra civile siriana, due volte l’ultimo aggiornamento fatto dall’Onu. L’aspettativa di vita in Siria è passata da 70 a 55 anni. A diffondere i dati del Syrian Centre for Policy Research il giornale inglese Guardian. Il totale delle persone morte o ferite a causa della guerra civile che insanguina la Siria da 5 anni è stato stimato nell’11,5% dell’intera popolazione. Secondo lo Scpr, i morti sarebbero saliti a 470.000, contro i 250.000 indicati finora dall’Onu: dato che – scrive il Guardian – non risulta aggiornato da circa 18 mesi. 

 

La Siria praticamente non esiste più. Cinque anni di guerra hanno distrutto il Paese. Le infrastrutture sono state cancellate dai bombardamenti. I feriti sono 1.9 milioni. L’aspettativa di vita è passata dai 70 anni nel 2010 ai 55 nel 2015. Si stimano perdite economiche 255 miliardi di dollari (225 miliardi di euro). Secondo il Scpr 70 mila dei 470mila morti sono dovuti a mancanza di cibo, medicine, servizi medici, acqua potabile mentre il resto è vittima diretta degli scontri a fuoco e dei bombardamenti. «Il nostro metodo di ricerca è rigoroso — ha detto al Guardian Rabie Nasser — e siamo certi di questi dati. Le morti indirette saranno maggiori nel futuro. Pensiamo che le cifre delle Nazioni Unite siano grandemente sottostimate». 

 

Andrew Tabler, analista ed esperto di Siria del Washington Institute for Near East Policy, qualche mese fa aveva dichiarato: “oggi è tardi, lo era già nel 2013” – “tutte le possibilità di salvare la Siria come stato ora sono passate. Lo stato siriano è finito, e questa è la ragione principale dell’alto flusso migratorio”. “Dopo che queste diverse aree saranno stabilizzate dagli attori regionali, soltanto allora si potrà pensare di sconfiggere lo Stato islamico e rimettere assieme i pezzi”. Insomma, oltre metà della popolazione siriana vive in una parte di territorio dove non esistono più istituzioni statali. E l’area controllata dallo Stato islamico è una zona di guerra feroce.