Reato tortura: arma micidiale contro le Forze dell’ordine

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Reato tortura: arma micidiale contro le Forze dell’ordine

Reato tortura: arma micidiale contro le Forze dell’ordine

14 Luglio 2016

Senato diviso piu’ che mai sul disegno di legge che punta ad introdurre nel codice penale italiano il reato di tortura. Il centrodestra, praticamente compatto parla di “provvedimento che penalizza le forze dell’ordine”, mentre un inedito schieramento formato Pd, M5S e Sel, con i verdiniani che prendono le distanze annunciando il loro non voto, mira ad una sua approvazione in tempi rapidi. 

“Il reato di tortura che l’inedita maggioranza (Sel ,Pd , M5S, Ap-Ncd) sta tentando di introdurre nel nostro ordinamento non ha nulla a che fare con la Convenzione di New York secondo la quale c’è tortura quando ‘dolore o sofferenze acute fisiche o psichiche sono inflitte ad una persona segnatamente al fine di ottenere da questa o da una terza persona informazione o confessioni, di punirla per un atto che ella o una terza persona ha commesso o per qualunque altro motivo basato su una qualsiasi forma di discriminazione'”, lo dichiara il senatore Carlo Giovanardi (Idea). 

“In realtà – aggiunge Giovanardi – le violenze, o minacce gravi, neppure reiterate, che cagionano acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma fisico, con aggravanti a carico dei Pubblici Ufficiali fino all’ergastolo, previste dalla norma appoggiata dal governo Renzi, sono una micidiale arma in mano ai criminali ed ai violenti che potranno trascinare sotto processo le Forze dell’ordine ogni qualvolta debbano intervenire con la forza per vincere una resistenza o difendere i cittadini dalle aggressioni”. 

“Tutto questo avviene con l’aiuto di una martellante campagna di disinformazione che confonde eventuali reati colposi, dovuti a negligenza o imprudenza, con un reato doloso i cui confini sono stati lasciati artatamente ambigui. Per noi prima viene il diritto alla sicurezza per i cittadini onesti, poi la tutela delle Forze dell’ordine che rischiano la vita per tutelarli, infine le garanzie che devono essere riconosciute in uno Stato democratico anche ai malavitosi: la strana maggioranza ha dimostrato invece oggi di avere una gerarchia dei valori che mette al primo posto – conclude Giovanardi – la tutela degli aggressori e non quella degli aggrediti”.

“Ogni tentativo di approdare a un testo equilibrato e condiviso e’ stato fin qui respinto, e salvo ripensamenti il risultato sara’ l’imposizione di una legge che, nel migliore dei casi, sara’ foriera di problemi e incertezze per le forze dell’ordine”, dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, presidente del movimento ‘Idea’.

“Quelle forze dell’ordine che ogni giorno ricevono a parole gli ipocriti attestati di stima e vicinanza da parte degli stessi partiti che oggi in Senato hanno posto le premesse per una configurazione contorta e opaca del reato di tortura. Senza nemmeno preoccuparsi di prevedere le minime clausole di cautela a garanzia di quanti quotidianamente rischiano la vita per la sicurezza di tutti noi”. 

“Tutto cio’, oltre a colpire ingiustamente le forze dell’ordine – osserva Quagliariello – si ripercuotera’ inevitabilmente sull’intera collettivita’”. “Una normativa ideologica e confusa, che non consente di discernere con chiarezza tra le condotte e le diverse fattispecie – conclude – determinera’ infatti una inevitabile ‘autodifesa preventiva’ da parte di chi, indossando la maglia dello Stato, dovrebbe essere messo nelle condizioni di prevenire e reprimere il crimine senza essere soggetto a continue ritorsioni”.