Renzi su unioni civili: “Niente muri”
20 Ottobre 2015
di Redazione
Matteo Renzi interviene al Tg5 parlando di unioni civili, tema che ha mandato in fibrillazione la maggioranza nel weekend, ma che divide sottotraccia e all’interno anche il Pd. Il partito democratico, lo ricordiamo, è orientato verso il voto di coscienza. Dopo l’altolà arrivato dal Vaticano – il cardinale Vallini, vicario di Roma, ha messo in guardia dalla nuova legge dicendo che la famiglia "è un’altra cosa – e i dati Eurispes che mostrano come la maggioranza degli italiani è contraria alle adozioni gay, il tema della "stepchild adoption" resta l’elemento più divisivo del ddl Cirinnà. "Faremo di tutto per approvare la legge", ha detto Renzi al Tg5, convinto che le unioni civili "continuano ad essere una priorità". Secondo il presidente del consiglio però serve "dialogo", non bisogna alzare "muri ideologici". Nella giornata di ieri, il leader di Ncd, Alfano, ha chiesto il voto segretto sul provvedimento, spiegando che "se c’è liberta di coscienza in Parlamento può uscire una maggioranza che dica no a adozioni, affido e stepchild adoption". Pesano in ogni caso le divisioni nel Pd, una parte favorevole alla stepchild adoption, l’area cattolica orientata verso il cosiddetto affido rafforzato (abbiamo spiegato qui perché è una ipotesi che non convince), e i centristi che si oppongono a matrimoni e adozioni gay. Uno scenario che sembre definire la necessità di maggioranze variabili in parlamento al momento del voto, come quelle evocate dal ministro Boschi. Anche Forza Italia è divisa sulle unioni civili, mentre M5S per quanto spinga e incalzi il Pd a votare il testo di legge, non è completamente allineato per esempio in materia di adozioni gay.
