Libia, militari italiani in azione. Ma il governo tace
10 Agosto 2016
di Redazione
Il governo Renzi avrebbe dislocato delle forze speciali per fermare l’avanzata dei tagliagole dello Stato islamico sia in Iraq sia in Libia. Alle prime indiscrezioni messe in giro si aggiunge un documento del Comitato di controllo sui servizi segreti (Copasir), classificato top secret ma pubblicato dall’Huffington Post, e che conferma la presenza dei nostri militari.
La notizia è stata poi confermata all’Ansa da fonti istituzionali: si tratterebbe di alcune decine di militari dei corpi speciali il cui compito è attualmente quello di formazione e addestramento.
Come si legge nel documento redatto dal Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (Cofs), le operazioni sono “effettuate in applicazione della normativa approvata lo scorso novembre dal parlamento, che consente al presidente del Consiglio di autorizzare missioni all’estero di militari dei nostri corpi d’elite ponendoli sotto la catena di comando dei servizi segreti con tutte le garanzie connesse”.
Dal documento del Copasir si evince che le missioni, che “partono dalle basi italiane”, saranno “limitate nel tempo”. Sull’operazione, però, il governo sarebbe pronto ad alzare il livello di segretezza fino a metterci il sigillo del Segreto di Stato. Di informare il parlamento e gli italiani, Matteo Renzi non ha minimamente la voglia.
Immediato allora lo sfogo dei Cinque stelle. In un comunicato i parlamentari Esteri e Difesa di Camera e Senato gridano allo scandalo: “Oggi gli italiani scoprono che il proprio paese è militarmente impegnato in Libia con forze speciali impiegate per lo sminamento e addestramento delle forze filo governative libiche. E’ gravissimo che lo apprendano dalla stampa e non dal governo, che sino ad oggi ha nascosto la verita’ al Parlamento e al paese senza mai degnarsi di metterci la faccia e dire le cose come stavano”. E aggiungono: “Il governo si fa forte del famoso articolo 7bis inserito nel decreto missioni per permettere l’uso di militari su un fronte di guerra senza l’autorizzazione del Parlamento, ma quell’articolo parla chiaramente dell’invio di uomini a supporto di operazioni di intelligence, che niente hanno a che vedere con quello che le nostre forze speciali stanno facendo in Libia. Prima con la concessione delle basi aeree e ora con i propri uomini sul campo, questo governo ha di fatto coinvolto l’Italia in un teatro di guerra senza passare per il Parlamento”.
Intanto le forze militari vicine al governo di unità nazionale libico del premier Fayez al Serraj hanno annunciato di aver conquistato il quartier generale di Isis a Sirte.
